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Medici e turni massacranti: pronti 5mila ricorsi alla Consulcesi e il 28 tutti in piazza per dire No

Va avanti e di giorno in giorno assume tinte sempre più amare la disputa che vede da un lato i medici italiani e dall’altro e lo Stato. Sul banco le ore di lavoro: più di 48 ore in media alla settimana e meno di 11 ore di risposo tra un turno e l’altro sono ritenute davvero eccessive dai professionisti medici e infermieri. In molti di loro, con l’appoggio della Consulcesi, che sembra già averne raccolto 5mila,  disposti a presentare un ricorso allo Stato che ammonta già ad 80 mila euro, ad un anno della class action. Il costo totale dell’operazione per le casse del tesoro, qualora lo Stato fosse costretto a pagare, raggiunge la quota impressionante di 3 miliardi di euro.

Perché si è arrivati a questo strappo così forte? Secondo la Consulcesi lo Stato Italiano non ha rispettato la direttiva europea 2003/88 sugli orari di lavoro, costringendo circa 100mila infermieri e medici italiani, impiegati nel settore pubblico, con settimane di lavoro estenuante, senza le dovute ore di riposo.
Il problema è la mancanza del personale fondamentale a garantire agli italiani un’assistenza sanitaria adeguata: lo stato non stabilizza i precari da una parte e blocca il turnover dall’altra, costringendo i medici già esistenti a dover ricoprire tutti i ruoli a tutte le fasce orarie del giorno.
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Il presidente della Consulcesi, Massimo Tortorella, dichiara: “Medici e infermieri sono stati considerati operatori di serie B ed i loro diritti non erano uguali a quelli degli altri“. In attesa che la data del 25 novembre possa cambiare qualcosa, tramite una risposta concreta da parte del parlamento, i medici hanno già organizzato una mobilitazione generale, scendendo tutti in piazza il 28 novembre.

La manifstazione è fissata a Roma alle ore 14 da Fnomceo e dai sindacati medici e odontoiatrici, una frase nel comunicato appena rilasciato salta subito all’occhio: “La battaglia contro l’imperante tecnocrazia ed il pervasivo ed ottuso potere burocratico centrale e regionale è appena iniziata“. I medici si fanno forti anche dell’appoggio dei cittadini e chiedono di partecipare compatti tutti insieme per i diritti comuni: i medici per un lavoro che rispetti la dignità umana, ed i cittadini nel ruolo di potenziali pazienti che pretendono una cura sanitaria affidabile.

Si legge in un’altra nota ancora: “I cittadini devono sapere che, mentre il governo taglia le tasse sulla casa, lesina risorse per curarli e riduce l’operatività e l’efficienza delle strutture sanitarie“.
In ultimo viene anche fatto un appello al ministro Lorenzin: “Chiediamo al Ministro della Salute un intervento forte e deciso che, al di là delle enunciazioni generiche, porti in primo piano, ai massimi livelli decisionali delle Istituzioni, la questione SALUTE del nostro paese“.

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