Melito, Napoli – Al bar la prima esecuzione di camorra del 2016, ucciso 25enne

Sono almeno due i sicari che hanno ucciso a colpi di arma da fuoco Luigi Di Rupo, 24 anni, con precedenti per detenzione di armi. L’agguato è avvenuto a Melito, paesino in provincia di Napoli. Di Rupo è la prima vittima della camorra del 2016. Poco dopo le 16.30 il giovane è entrato di corsa nel bar Royal per sfuggire ai suoi assassini. Una fuga inutile perché è proprio qui che è stato raggiunto dai colpi di arma da fuoco.

Al momento dell’assassinio, nel bar c’erano alcuni avventori. Per gli inquirenti Di Rupo, che abitava a Mugnano (Napoli), un altro centro confinante con Melito, era contiguo alla frangia locale dei clanAmato-Pagano, gli «scissionisti» dei Di Lauro che nel 2004 diedero vita ad una delle faide più sanguinose nell’area nord di Napoli per il controllo delle piazze di spaccio, ma al momento non si possono escludere altre piste. Di Rupo è stato inseguito fin dentro il bar dai sicari, forse 3 o 4.

Un proiettile lo ha raggiungo al fianco. Un altro bossolo invece è stato trovato per terra. Lo scorso 7 febbraio la vittima era stata arrestata dalla Polizia – insieme con altri nove pregiudicati del centro e dei quartieri di Secondigliano e Scampia – nel corso di una riunione di camorra organizzata nel centro storico della città.

E’ Luigi Di Rupo, 24 anni, il giovane ucciso dopo le 16,30 di oggi pomeriggio in un bar di Melito, in provincia diNapoli. La vittima è stata freddata con almeno due colpi.

Un tentativo inutile perchè il commando non ha esitato a far fuoco nonostante nel bar ci fossero alcuni clienti. Sul posto operano i carabinieri della locale stazione e quelli di Giugliano.

Succede a Melito nel Napoletano, una agguato e sparatoria per uccidere il giovane Luigi Di Rupo con precedenti per droga. Il suo omicidio potrebbe inquadrarsi nella lotta tra i clan camorristici dell’area Nord per il controllo delle piazze di spaccio, ma al momento non si possono escludere altre piste. Di Rupo è stato inseguito fin dentro il Bar “Royal” dai sicari, forse 3 o 4. Il giovane, stando a quanto riportano alcune fonti, sarebbe stato in passato tratto in arresto dagli agenti della Polizia di Stato lo scorso 7 Febbraio, durante un blitz effettuato nel corso di un meeting tenutosi nel centro storico del capoluogo partenopeo e al quale erano presenti altri sette pregiudicati. Nell’ androne dello stabile gli agenti del Commissariato “Decumani” sequestrarono tre pistole. I dieci erano infatti riusciti a liberarsi delle armi gettandole dalle finestre.

Un agguato che evidenzia la più sfrontata faccia del crimine, disposta a correre il rischio di mietere vittime innocenti pur di mettere a segno l’agguato in programma.

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