Meningite a Saronno, ricoverata una 17enne in gravi condizioni: profilissi per 20 persone

Nuovo caso di meningite in Lombardia: una ragazza di 17 anni residente nel Comasco è ricoverata in condizioni gravi, ma stabili, all’ospedale di Saronno. La giovane è stata colpita dall’infezione causata dal batterio meningococco, il più contagioso. Già sottoposti a profilassi una ventina di contatti stretti della ragazza.
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Purtroppo di nuovo un altro caso di meningite molto contagiosa nella regione Lombardia. Dall’inizio del 2017 questo è il dodicesimo caso. Un adolescente diciassettenne originaria di Como, è stata trasportata urgentemente all’ospedale di Saronno, visti i sintomi, i medici hanno subito sottoposto la ragazza ai consueti esami ed hanno confermato che si tratta di meningite batterica.

Diramare la notizia è stato l’assessore alla Salute della Regione Lombardia Giulio Gallera:
«Le analisi di laboratorio – afferma – hanno confermato che la ragazza è affetta da meningite meningococcica. Le sue condizioni, pur gravi, si sono mantenute stabili nelle ultime 24 ore». Già da mercoledì mattina sono state attivate le procedure destinate a tutte le persone che sono entrate in contatto con la giovane, ma non riguardano i compagni di scuola, perché la ragazza era assente da tempo.

«La profilassi con somministrazione di antibiotico – spiega Gallera – è già stata effettuata, come prevedono le linee guida, nella stretta cerchia di familiari e amici. In totale una ventina di persone. La profilassi è stata attivata solo per i contatti stretti, dal momento che la ragazza ricoverata a Saronno risulta assente da scuola dal 27 febbraio scorso. Secondo le linee guida internazionali la profilassi è prevista solo per le persone venute a stretto contatto nei dieci giorni prima dell’inizio dei sintomi, che nel caso della ragazza in questione si sono manifestati il 13 marzo».

L’autorità sanitaria Ats Insubria ha messo a disposizione un numero verde per segnalare eventuali contatti avvenuti in ambito extra scolastico nel periodo indicato: il numero è 800769622, ed è attivo dalle 9 alle 12, da lunedì a venerdì. Sono stati informati i medici e i pediatri di famiglia del territorio. «Trattandosi di ragazzi per i quali è già previsto il richiamo gratuito con il vaccino quadrivalente contro il meningococco – conclude l’assessore -, tramite l’Ats contatteremo i dirigenti scolastici e, come accaduto in casi analoghi, offriremo agli studenti della scuola frequentata dalla ragazza la possibilità di effettuare il vaccino in ambulatori dedicati a partire dalla prossima settimana». I casi analoghi cui fa riferimento l’assessore sono quelli della professoressa Vittoria Patti, morta a inizio febbraio, e di un 14enne di Segrate: per gli studenti delle scuole coinvolte (Istituto Curie Sraffa e Istituto Pavoniano Artigianelli) sono stati attivati negli ospedali vicini ambulatori dedicati per le vaccinazioni straordinarie.

Definizione La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali. Il periodo di incubazione della malattia può variare a seconda del microorganismo causale. Nel caso della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni, per la forma batterica dai 2 ai 10 giorni. La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio. In Italia dal 1996 è attivo un sistema di sorveglianza dedicato alle meningiti batteriche che negli anni successivi si è ampliato a includere tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo. Cause e agenti patogeni I batteri che sono più frequente causa di meningite sono tre:

• Neisseria meningitidis (meningococco) è un ospite frequente delle prime vie respiratorie. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Dal 2 al 30% della popolazione sana alberga meningococchi nel naso e nella gola senza presentare alcun sintomo, e questa presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. La trasmissione del germe avviene per via respiratoria, e il rischio di sviluppare la malattia sembra essere maggiore in persone che hanno acquisito l’infezione da poco, rispetto a chi invece è portatore da più tempo. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo 5 (denominati A, B, C, W 135 e Y) causano meningite e altre malattie gravi. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti.

I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Altra misura da adottare sui contatti è la sorveglianza degli stessi; tale misura costituisce fondamentale importanza per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi.

• Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è, dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite. Oltre alla meningite, può causare polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria e può trovarsi nelle prime vie respiratorie senza causare alcuna malattia. Esistono molti tipi diversi di pneumococco. Le meningiti da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica di chi è stato in contatto con un caso.

• Haemophilus influenzae tipo b (emofilo o Hib) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In caso di meningite da Hib, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti. Per quanto riguarda la meningite virale, gli agenti più frequenti sono herpes virus ed enterovirus. La meningite di origine fungina si manifesta invece soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria, come per esempio i malati di Aids, e può rappresentare comunque un pericolo per la vita. Sintomi I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi più tipici includono:

• irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale) • febbre alta • mal di testa • vomito o nausea • alterazione del livello di coscienza • convulsioni. Fattori di rischio e possibili complicazioni.

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