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Meningite insegnate grave: Docente dell’istituto Rosselli ricoverata in Rianimazione

Un nuovo caso di meningite contagiosa in provincia di Treviso, il secondo di questo tipo da inizio 2017. Ad esserne colpita è un’insegnante dell’istituto superiore Rosselli di Castelfranco. La donna di 43 anni è stata colpita da meningococco di tipo C, la forma batterica più aggressiva tra le varie tipologie di meningite. Immediatamente è stata attivata la profilassi sui familiari, il marito e i figli. Mentre ieri è scattata l’indagine epidemiologica a scuola, coinvolgendo gli alunni e provvedendo a informare i genitori sul da farsi. Una vicenda che ricorda quanto accaduto pochi giorni fa nel Milanese, dove una docente ha contratto lo stesso germe, purtroppo con esito infausto. La tipologia di infezione riscontrata nella paziente castellana è la stessa che circola da mesi in Toscana e che ricorda anche il focolaio epidemico registrato nel 2007 nella Marca, dove sono state coinvolte 7 persone di cui 3 decedute.

Il recente caso, invece, non ha nulla a che vedere con gli altri 3 episodi di meningite da pneumococco (non trasmissibile) che si sono verificati negli ultimi due mesi nel nostro territorio. Il contagio della professoressa trevigiana risulta quindi slegato dai precedenti ed è stato diagnosticato venerdì sera all’ospedale San Giacomo.

«La signora è arrivata venerdì al Pronto Soccorso intorno alle 19. Il sospetto di meningite è stato preso in considerazione fin da subito e i colleghi sono stati molto efficienti nel gestirlo», racconta Roberto Ri- goli, direttore della Microbiologia di Treviso. Febbre alta, senso di spossatezza e malessere potevano essere i sintomi di una banale influenza di stagione, se non fossero stati accompagnati da rigidità nucale e stato di alterazione di coscienza, tipici della meningite.

I medici del San Giacomo, ipotizzando una grave infezione hanno rapidamente sottoposto la donna agli appositi esami di laboratorio. Le analisi del sangue e del liquor (quest’ ultimo consiste in un prelievo nella zona lombare della colonna vertebrale) hanno permesso di identificare la presenza del batterio. Nel giro di cinque ore i campioni di materiale biologico, inviati alla Microbiologia dell’ospedale Ca’ Fon- cello, hanno portato gli esperti a isolare il ceppo batterico identificando il meningococ- co di tipo C, il più virulento. Nella notte, la paziente ricoverata in Terapia Intensiva ha quindi iniziato una cura antibiotica mirata. «Le condizioni della signora restano serie e vengono costantemente monitorate dal personale della rianimazione del San Giacomo. Quello che possiamo dire è che dopo 24 ore dall’inizio del trattamento viene meno la contagiosità del soggetto, ma chiaramente la prognosi resta riservata», aggiunge Rigoli.

A questo punto, è iniziata la corsa contro il tempo per individuare i soggetti entrati a stretto contatto con la 43enne, a cominciare dai familiari. «Come previsto dalle linee guida sono stati sottoposti a profilassi i familiari e i parenti che nei giorni scorsi sono stati accanto alla signora. In tutto una quindicina di persone» ,spiega Paola Corziali, direttore dell’ Ufficio igiene e sanità pubblica. In situazioni come questa la procedura prevedere un tampone salivare alla faringe e l’assunzione di una terapia antibiotica a base di Ciprofloxacina. Un trattamento farmacologico preventivo in attesa di conoscere gli esiti dei prelievi e sapere se vi siano stati dei contagiati. Ieri mattina, i medici di Igiene e Sanità Pubblica hanno provveduto a diffondere un’informativa tra gli studenti del Rosselli e nel pomeriggio, per tre ore, sono stati a disposizione dei genitori degli alunni, per chiarire la situazione.

«Dall’indagine epidemiologica che abbiamo fatto è risultato che l’insegnante affetta da meningite è stata in classe per un massimo di quattro ore nell’arco di una settimana. In queste condizioni il rischio di contagio è considerato medio basso. Secondo le nuove linee guida non sarebbe indispensabile la chemio-profilassi, per questo abbiamo deciso di incontrare i familiari degli alunni per chiarire qualsiasi dubbio», aggiunge Corziali. I medici dell’Usl 2 escludono che quest’ultimo caso di meningite sia legato ai precedenti che hanno colpito il Trevigiano, negando così che si possa parlare di un focolaio epidemico legato a uno stesso ceppo batterico. «La situazione è sotto controllo», dice il direttore generale Francesco Benazzi, «invitiamo la popolazione a non farsi prendere dal panico. Ci stiamo attenendo al protocollo previsto in questi casi»

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