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“Mi chiamano cicciona” La candidata pentita punta il dito sui grillini

Li definisce «alcuni sassolini nella scarpa da levare». Ma le cannonate che l’ex candidata sindaco grillina a Milano Patrizia Bedori rivolge a militanti ed ex attivisti Cinquestelle scatenano l’ennesima faida interna al Movimento fondato da Beppe Grillo.

Se la prende con chi l’ha definita «brutta, grassa e obesa». Con chi la ritiene una «nullafacente svogliata», con chi l’ha dipinta come «una sfigata disoccupata». La Bedori denuncia addirittura di aver ricevuto mail minatorie da un falso indirizzo «rubato» a un assessore di Pisapia. Sono passate poche ore dal gran rifiuto di correre, e sul suo profilo Facebook Patrizia fa nomi e cognomi. Di Tonino Silvestri, consigliere comunale grillino di Spinetoli (Ascoli Piceno), scrive così: «Le sue parole si commentano da sole.

Ha detto “Brutta,grassa e obesa, “Fuori a calci nel culo”. Ti voglio regalare un minuto di notorietà, poi rientrerai nell’oblio». Ilmessag-gio incriminato è apparso sabato sulla bacheca della ex candidata dopo i rumors sull’imminente ritiro. Lui, Silvestri, sostiene fosse un intervento in difesa della Bedori: «Era ironico, era una sua difesa chiara. Mi dispiace che si sia offesa». Poi sul banco degli imputati finisce Serenella Fucksia, ex senatrice M5s oggi passata nel gruppo misto. «Sei famosa perché non mantieni la parola data ai tuoi elettori» attacca la Bedori. «Io ho altri valori e la mia parola vale. Sono su un altro livello cui tu non potrai mai accedere, anche se sono una “nullafacente supercazzolara svogliata” come mi hai descritta». Alla Bedori non è andata giù nemmeno l’insistenza nel definirla «una casalinga disoccupata». «Per me non sono offese» scrive nella sua lunga arringa. «Ci sono milioni di casalinghe in Italia ed è grazie a loro se l’Italia sta in piedi». Poi l’affondo contro i delatori anonimi: «Vi siete nascosti come solo gli infami sanno fare». Il fuoco amico contro la Bedori, consigliere di zona

dal 2011, parte subito dopo la vittoria alle primarie grilline vinte a novembre con soli 74 voti (su 300 votanti): uno degli sconfitti annuncia ricorso, poi le prime uscite pubbliche della casalinga fanno salire il malcontento di alcuni dirigenti e soprattutto di Gianroberto Ca-saleggio. La Bedori non buca il video, è restia alle interviste, aveva paura di confrontarsi con i giornalisti. Altro che Virginia Raggi. Il partito prima prova a commissariarla, quindi va in pressing farla fare un passo indietro. E il ritiro, avvenuto tra le lacrime domenica, ha gettato l’M5s milanese nello psicodramma.

La soluzione più probabile resta una nuova votazione, questa volta on line, sul sito di Beppe Grillo; anche ieri si sono svolte riunioni tra Milano e Roma, e oggi Grillo e Casaleggio annunceranno la linea. Perde quota la possibilità di nominare candidato Gianluca Corrado, avvocato siciliano di 39 anni e terzo classificato alle primarie (il secondo è uscito dal movimento). Molti storcono il naso sul «ripescaggio» e chiedo no una legittimazione tra i votanti sul blog (qualche migliaio di iscritti a Milano). Manlio Di Stefano, deputato grillino, prova a diffondere ottimismo: «Ripartiamo più forti di prima». Ma nel partito serpeggia scettismo per il tempo perso in campagna elettorale: secondo alcuni sondaggi, i grillini a Milano non sarebbe oltre il 10-15%, molto sotto la media nazionale. Ieri il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha difeso la Bedori: «Un candidato può essere più o meno valido, ma il tema non può riguardare le sue caratteristiche fisiche. Nessuno dice ad un maschio che è brutto e grasso».

 

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