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Donna stuprata da un nigeriano di 25 anni in un centro accoglienza

Ancora un caso di maltrattamento e molestie e questa volta ai danni di un’operatrice del centro accoglienza nel napoletano, per il quale è stato arrestato un nigeriano di 26 anni ospite del centro. E’ questo quanto accaduto a Giugliano in Campania dove un 25enne nigeriano ospite di un centro accoglienza per immigrati è stato arrestato nella giornata di ieri con l’accusa di sequestro e violenza sessuale ai danni di un’operatrice della struttura di 62 anni; secondo quanto è emerso dai racconti della donna, sembra che l’uomo si sia introdotto nell’ufficio dell’operatrice con la scusa di chiedere assistenza per alcuni documenti, ma una volta dentro l’ufficio pare che il 25enne abbia bloccato la porta e si sarebbe masturbato molestandola.

Ad un certo punto un’altra operatrice pare abbia bussato alla porta ed il 25enne le avrebbe anche permesso d entrare, giusto per non destare sospetti ma la vittima è riuscita a passare un bigliettino davanti la porta chiedendo di avvisare la polizia. “Aiuto, avvisate i carabinieri”, è questo quanto scritto dall’operatrice nel bigliettino che è riuscita a far passare sotto la porta e che ha permesso ai colleghi di poter avvisare le forze dell’ordine che nel giro di pochi minuti sono intervenuti nell’hotel Le Chateau utilizzato come centro accoglienza nella zona di Varcaturo.Le forze dell’ordine arrivate sul luogo, sono entrate nelle stanza ed hanno liberato la vittima bloccando il 26enne nigeriano che dopo le formalità di rito è stato arrestato e portato nel carcere di Poggioreale. Inizialmente era stato riferito che la l’operatrice fosse stata violentata, ma in effetti non è avvenuto alcun abuso, ed è stata proprio la donna a chiarire questo aspetto.

“Non mi ha violentata  si è abbassato i pantaloni e ha fatto cose sue. Ha raccontato che non aveva una donna da tre anni e chiedeva chiarimenti sul suo documento, scaduto oggi. Certo rimanere chiusa con lui non è stato piacevole, a un certo punto ha battuto anche i pugni sul tavolo. Ma non mi ha violentata, questo no”, ha raccontato la donna che ha voluto chiarire questo aspetto importante.  Si tratta del primo episodio del genere verificatosi nel  centro di prima accoglienza di Varcaturo dove al momento si trovano 85 migranti.  “La nostra è e resterà sempre una città accogliente ma tolleranza zero per chi commette reati”, ha detto comunque il sindaco di Giugliano, Antonio Poziello. Sulla vicenda, inevitabilmente è intervenuto anche il leader della Lega Nord ovvero Matteo Salvini il quale ha invocato ancora una volta la castrazione chimica e poi l’espulsione. Solidarietà e vicinanza “alla nostra amica operatrice”, condanna nei confronti del comportamento “del nostro connazionale” e, infine, un invito “agli sciacalli di professione ad inquadrare i fatti per come si sono realmente svolti, addebitabili a una sola persona e non a una comunità”, è questo il commento di Omeliko Mike, ovvero il Presidente della Comunità Nigeriana in Campania.

GIUGLIANO. Chiusa in una stanza, costretta a subire le avances di un uomo, il capriccio, o forse le turbe sessuali di un 25enne che si cala i pantaloni senza remore e le mostra i genitali. Mezz’ora, trascorsa così, tra l’ansia e l’angoscia, segregata all’interno del centro di accoglienza. Lei, dopo, sminuisce l’accaduto e si cela dietro un velo di vergogna e pudore. Dopo il grandissimo clamore mediatico la vittima, Maria Perone, 62 anni, tenta di far calmare le acque intorno ad una storia che ha ancora dei contorni oscuri. Di fatto però, secondo la legge, violenza sessuale c’è stata. Se un uomo si denuda, fa delle avances e si struscia contro il corpo di un’altra persona è reato. Anche abbastanza grave. Se a questo si aggiunge l’aver obbligato la vittima a restare segregata in una stanza per mezz’ora, allora la situazione è ancora più pesante.
Ma c’è discrepanza tra il racconto giuridico e quello fornito a carabinieri e i fatti raccontati dalla 62enne. Le forze dell’ordine infatti hanno raffigurato il compimento di due reati contraddistinti: sequestro di persona e violenza sessuale. Gli uomini dell’Arma scrivono, in una nota, che l’uomo «aveva cominciato a compiere atti sessuali sulla malcapitata». Nello specifico Eboh Jude, migrante di 25 anni, proveniente dalla Nigeria, ospite nel centro di accoglienza Le Chateau gestito della cooperativa Family, poi arrestato e condotto in carcere a Poggioreale, avrebbe «strusciato il pene contro i glutei della donna».La vittima però allontana ogni grave sospetto sul ragazzo e racconta ben altro.
Il giovane, ospite dell’ex resort di Licola, frazione di Giugliano, dallo scorso settembre, l’avrebbe approcciata con una scusa. «Mi chiedeva come mai gli altri mi stavano salutando». Poi, a quanto pare, in uno scatto repentino, il migrante avrebbe chiuso la porta a chiave e avrebbe cominciato a chiedere insistentemente dei suoi documenti.

Io gli ho risposto che sarebbero stati pronti a breve. Poi lui si è calato i pantaloni e si è avvicinato a me. Siamo rimasti chiusi nella stanza circa mezz’ora». Ma come mai la donna non ha chiesto aiuto, non ha inviato un messaggio, non ha urlato? Cosa è successo in quella stanza? È probabile che la 62enne fosse spaventata e che per evitare gesti inconsulti del giovane abbia deciso di non agitarlo e di restare calma in attesa che il nigeriano riacquistasse il lume della ragione. Alla domanda così risponde: «Quella mezz’ora mi teneva sequestrata con cose sue e…basta. Diceva che non aveva donne da due tre anni. Io l’ho presa alla leggera. Non ero preoccupata. Rimanendo sequestrata là dentro potevo pensare ad una violenza…diversa. Ha cominciato a battere anche su tavolo». Alla domanda se mai fosse stata palpeggiata invece risponde: «Nel passare, nell’aprire la porta, lui si è avvicinato.no penso di no». La vittima sarebbe stata poi salvata da un’altra operatrice del centro di accoglienza: «È venuta una collega – ha continuato la Perone – io le ho passato un biglietto con su scritto di chiamare i carabinieri».
Dopo un istante, sempre secondo il racconto della vittima, sarebbero poi arrivati gli altri migranti che hanno difeso la donna e allontanato con forza il 25enne. Dopo poco sono giunti i carabinieri della Compagnia di Giugliano diretti dal capitano Antonio De Lise, che hanno ammanettato e condotto il migrante in caserma e poi in carcere. Ora spetta al giudice fare luce su questo episodio. Questa mattina l’udienza per la convalida dell’arresto. Intanto però, a prescindere o meno dalla decisione del magistrato, la Questura ha già deciso che Eboh Jude, previo nulla osta, sarà espulso dal territorio nazionale con accompagnamento in Nigeria.
La comunità nigeriana della Campania condanna il gesto e solidarizza con «la nostra amica operatrice», invitando «i soliti sciacalli» a non generalizzare: «È stato il gesto di un singolo, non di una comunità». Ed è scontro. Il leder della Lega, Matteo Salvini, commenta su Fb l’episodio sostenendo: «Castrazione chimica e poi espulsione: questa deve essere la cura». Sempre via Fb Roberto Saviano, gli replica: «Lei è un irresponsabile e io la disprezzo. Le donne maggiormente esposte a violenza fisica in Italia sono le straniere». Ieri sera, il gruppo “Noi con Salvini Campania” ha tenuto un flash mob «con dirigenti del partito e chi ha a cuore la sicurezza del territorio, per chiedere alle autorità maggiori controlli».

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