Migranti e Turchia, c’è l’accordo nella Ue Unione monetaria, richiamo di Draghi

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BRUXELLES I leader dell’Unione Europea ieri sera hanno trovato un accordo sull’offerta da presentare al primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, per convincere la Turchia a riprendersi tutti i migranti e rifugiati che sbarcheranno sulle isole greche. «Ora tocca a Ankara accettare», ha detto una fonte europea, dopo la cena dei capi di Stato e di governo per finalizzare il documento che deve essere discusso con Davutoglu oggi. «Lo scenario più probabile è che il premier turco chieda cambiamenti. In quel caso si riaprirà una difficile trattativa», ha spiegato la fonte. L’obiettivo dei 28 è lanciare un meccanismo che permetta di arginare i flussi «in 3, 4 settimane», ha detto il premier olandese, Mark Rutte, che ha la presidenza di turno dell’Ue.

Da gennaio 2015 più di un milione di migranti sono entrati in Grecia, secondo i dati dell’Alto commissariato per i rifugiati. «L’Ue e la Turchia hanno deciso di porre fine all’immigrazione irregolare», dice la bozza di dichiarazione congiunta tra i 28 e Ankara. La grande incognita è la reazione della Turchia. Davutoglu ha ottenuto gran parte delle concessioni che aveva chiesto. I leader Ue sono pronti a considerare altri 3 miliardi di aiuti e ad anticipare la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi a giugno, se al 30 aprile Ankara rispetterà tutte le condizioni. Ma Cipro si è opposto all’apertura di 5 capitoli negoziali e le ambiguità del testo Ue sul processo di allargamento alla Turchia rischiano di irritare Davutoglu. Alla vigilia del Vertice, diversi paesi europei avevano sollevato obiezioni perché l’espulsione di tutti i rifugiati rischia di violare il diritto internazionale.

Tuttavia le rassicurazioni della Commissione sono bastate: ogni migrante avrà diritto di chiedere asilo, anche se poi sarà di fatto riportato in Turchia sulla base del principio del «paese sicuro». Il «principale problema» per far funzionare il piano – spiega un funzionario comunitario – «è la struttura logistica che la Grecia dovrà mettere in piedi». Atene non ha le infrastrutture, né il personale necessari a procedere migliaia di richieste di asilo e espulsioni al giorno. Per Matteo Renzi, il risultato è soddisfacente. «Per tanto tempo l’Italia è stata sola nel chiedere un approccio europeo sull’immigrazione. Finalmente il tema è stato riconosciuto come tema da affrontare da parte di tutti», ha detto il presidente del Consiglio. Nella bozza di conclusioni del Vertice i leader Ue si dicono pronti a agire in caso di deviazione della rotta dei migranti verso l’Italia.

«Va bene fare l’accordo con la Turchia ma sia chiaro che se ci sarà, farà da precedente», ha detto Renzi: «le regole dovranno essere valide anche per gli altri paesi da cui ci attendiamo flussi». Nel pomeriggio, i leader hanno discusso di economia con Mario Draghi. «I rischi rimangono al ribasso», ha avvertito il presidente della Bce, illustrando il pacchetto approvato la scorsa settimana a Francoforte. Draghi ha avvertito che la Bce «non può risolvere alcune debolezze strutturali dell’economia della zona euro» ed ha chiesto «riforme strutturali, investimenti pubblici e tasse più basse». Ma, secondo Draghi, «ancor più importante, è fare chiarezza sul futuro della nostra unione monetaria» con il completamento dell’unione bancaria.

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