Voti di Milan-Fiorentina 2-0: tre punti per l’Europa, grazie a Bacca-Boateng

Il primo successo del 2016 in campionato, una partita finalmente chiusa senza incassare gol (non capitava dal 6 dicembre, in trasferta con il Carpi…), Empoli e Sassuolo saltate in classifica, con il terzo posto-Champions ora distante 8 punti in un girone di ritorno ancora da scoprire e che il tecnico ieri ha definito: “del riscatto e delle vendette”.

Basterà tutto questo per rendere stabile il destino di Sinisa Mihajlovic? Il serbo alla vigilia aveva incassato il benestare di Silvio Berlusconi («Se credo in Mihajlovic? Certamente, dobbiano andare avanti e mettercela tutto con il Milan che abbiamo»), ma il patron ieri sera non si è visto a San Siro. E ha fatto male, visto il 2-0 con cui la squadra di cui è il tifoso numero uno ha liquidato la Fiorentina, vincendo il primo confronto diretto contro una grande. Un’occasione persa, come avvenuto per il 4-0 alla Sampdoria, occasione di rammarico allora per Mihajlovic:

«Peccato che Berlusconi non sia venuto, si sarebbe divertito». E il primo pensiero del dopo Fiorentina va proprio al numero uno: «Ringrazio Berlusconi perché un grande presidente non si vede solo nelle vittorie ma anche quando è il momento giusto di dire certe parole». Patron rossonero che, al telefono con Adriano Galliani, ha ascoltato invece l’entusiasmo dell’ad : «Che meraviglia questa sera!»

Mihajlovic si gode la benedizione presidenziale e i tre punti, che accorciano a otto lunghezze la distanza dall’involuta Inter, attesa nel derby il 31 gennaio. Sono arrivati sotto gli occhi Antonio Conte, che ha salutato calorosamente il contestatissimo (dalla curva) Galliani. Il ct è sì venuto a vedere una delle squadre più nostrane del campionato (sette gli italiani nell’undici di partenza rossonero, è andato via nel momento in cui rientrava Balotelli, assente dal 27 settembre…), ma è inutile girarci intorno.

Il suo nome resta gettonatissimo per il futuro del Milan, ancor più dopo la settimana che ha registrato l’ennesimo strappo tra l’Italia e i club: lo stage di febbraio cancellato per mancanza di materia prima, con i giocatori più appetibili bloccati da impegni in Europa, e la finale di Coppa Italia fissata a ridosso dell’inizio del ritiro europeo. Facile immaginare un Conte pronto ad abbandonare la panchina azzurra a fine Europeo e quella rossonera è tra le papabili, insieme con quella del Chelsea. Un approdo che potrebbe essere prima gestito e poi condiviso con Marcello Lippi, indicato come molto “caldo” in questi giorni come nuovo condottiero rossonero.

Si era ipotizzato che un tracollo – ma anche una prova poco convincente con la Fiorentina – avrebbe condotto a un passaggio delle consegne nella giornata odierna. Però il posticipo e il dialogo Berlusconi-Galliani hanno sicuramente dato ulteriori certezze a Mihajlovic, sempre che ne abbia bisogno… Il serbo alla vigilia aveva chiesto ai suoi «di difendere come una provinciale e di attaccare come una grande squadra».

E’ stato accontentato. I rossoneri hanno colpito immediatamente con l’insostituibile Bacca e raddoppiato nel finale con il redivivo Boateng, in una partita fatta di poche occasioni comunque pienamente sfruttate. Ma, ancor più importante, le stesse poche opportunità non sono state concesse alla Fiorentina (alla seconda sconfitta consecutiva, dopo quella in casa contro la Lazio), mai pericolosa per limiti strutturali e per ritrovate capacità difensive rossonere. Impossibile dire ora che si tratti di rinascita, ma il Milan comincia ad assumere i contorni di una squadra con una propria personalità. Sarebbe forse ora smettere di parlare di ultime spiagge e di ragionare (finalmente) sugli step di una crescita.

Non segnerà i 35 gol che Zlatan Ibrahimovic mise insieme fra campionato e coppe nella stagione ’11-12, ma Carlos Bacca ogni volta che timbra il cartellino, porta sorrisi al Milan. L’ultimo se lo prende tutto per sé Sinisa Mihajlovic, finalmente vincente in uno scontro diretto e in teoria confermato sulla panchina rossonera che Silvio Berlusconi, ieri assente, ha pensato più volte di affidare a Marcello Lippi. Il colombiano ieri sera ha segnato il suo nono gol in campionato, l’undicesimo in stagione. Come detto le vette raggiunte in passato da un asso come Ibrahimovic sono irraggiungibili, ma l’ex Siviglia potrebbe serenamente diventare il miglior bomber rossonero delle ultime annate visto che siamo solo a gennaio e nelle ultime tre stagioni hanno primeggiato Menez (16 nel ’14-15), Balotelli (18 nel ’13-14) ed El Shaarawy (19 nel ’12-13).

Bacca ha sbloccato il match dopo soli 4 minuti – gara poi chiusa nel finale dal gol di Boateng, tornato a segnare a San Siro con la maglia del Milan dopo due anni e mezzo -: sfruttando un lancio di Bonaventura, il colombiano si è involato sulla dormita di Roncaglia, si è mangiato in area un poco aggressivo Tomovic e ha poi battuto con un bel destro a giro sul palo lontano il portiere Tatarusanu. Un gol di ottima fattura che ha portato alla causa rossonera 3 punti. Ogni volta che Bacca ha segnato in questa stagione, campionato o Coppa Italia che sia, il Milan non ha mai perso, a dimostrazione del peso specifico delle reti del centravanti colombiano, vero punto di riferimento offensivo della squadra. E’ lui, infatti, in questo momento l’unica vera certezza del Diavolo, perché Luiz Adriano è stato ceduto in Cina, Niang alterna ottime prestazioni ad altre opache, Menez non è ancora pronto, mentre Balotelli e Boateng hanno bisogno ancora di qualche settimana per trovare la migliore condizione, anche se ieri sera hanno fatto intravedere cosa potrebbero dare a questa squadra, l’azzurro colpendo un palo in pochi minuti in campo e il tedesco segnando il gol del definitivo 2-0: «Sono qua per lavorare e voglio farlo bene – ha dichiarato a fine gara Boateng -. Ringrazio il presidente, questo gol è importante per me, ho sofferto un po’ questa estate. Quella con la Fiorentina è una vittoria per Mihajlovic e tutti i milanisti».

Con questi recuperi, il Milan non dovrebbe aver bisogno di rinforzi nel reparto offensivo anche se ieri Adriano Galliani a Premium Sport ha aperto al possibile ritorno di El Shaarawy se non dovesse concretizzarsi l’operazione con la Roma (dipende dall’eventuale partenza di Gervinho verso la Cina): «Non possiamo fargli perdere l’Europeo e dunque, visto che il Monaco con un atteggiamento diciamo bizzarro non lo farà più giocare, se non dovesse andare a Roma e Cerci uscire verso Genoa (oggi è atteso il sì del fondo qatariota che detiene parte del suo cartellino insieme all’Atletico Madrid, ndr), tornerà da noi. Witsel ed El Ghazi? – ha aggiunto l’ad rossonero – Il primo non si muoverà a gennaio, ma a luglio; il secondo mi piace molto, ma possiamo pensarci solo se cederemo sia Cerci che El Shaarawy. Per Vangioni abbiamo l’accordo per giugno, vediamo se il River Plate ci permette di anticipare il suo arrivo a gennaio accettando un’offerta ragionevole. Ranocchia? Più no che sì, ma vediamo fino all’ultimo giorno». La questione sul difensore dell’Inter è una sola: i nerazzurri vogliono la cessione definitiva o in prestito con obbligo di riscatto (10 milioni la valutazione), il Milan per ora ragiona sul prestito con diritto.

Un guizzo di Bacca dopo soli 4 minuti, su bel lancio di Bonaventura, e il sigillo al 90′ del redivivo Boateng, bastano a un Milan concreto e tosto al punto giusto in difesa per vincere il primo scontro diretto della sua stagione e iniziare il girone di ritorno col piede giusto. I rossoneri, reduci dal pari a Roma e dal passaggio del turno in Coppa Italia, hanno superato una brutta Fiorentina, lenta e incapace di impensierire Donnarumma. La gara non è stata fra le più avvincenti del campionato, ma il Milan ha rischiato poco, bloccando i varchi e costringendo la Fiorentina a uno sterile possesso palla. Al 94′ palo di Balotelli.

MARCATORI: pt 4′ Bacca; st 43′ Boateng
MILAN (4-4-2): Donnarumma 6.5; Abate 6.5, Alex 6.5, Romagnoli 7, Antonelli 6.5; Honda 6, Montolivo 6.5 (25′ st Kucka 6.5), Bertolacci 6.5, Bonaventura 6.5; Bacca 7 (42′ st Balotelli ng), Niang 5.5 (34′ st Boateng 6.,5). A disp. Abbiati, Livieri, Zapata, Simic, De Sciglio, Calabria, De Jong, Mauri, Poli. All. Mihajlovic 6.5
FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu 5.5; Roncaglia 4.5, Tomovic 5, Astori 5.5; Bernardeschi 5, Vecino 5, Suarez 5 (21′ st Rossi 5.5), Alonso 6 (30′ st Pasqual ng); Ilicic 6 (38′ st Babacar ng), Borja Valero 5.5; Kalinic 5. A disp. Sepe, Lezzerini, Gilberto, Mati Fernandez, Verdù, Blaszczykowski, Baez. All. Paulo Sousa 5
ARBITRO: Doveri di Roma 6
NOTE: 28.374 spettatori per un incasso di 721.788,59 euro. Ammoniti Suarez, Vecino, Tomovic, Bertolacci per gioco falloso; Kalinic, Bacca per comportamento non regolamentare. Angoli: 11-4 Fiorentina. Recupero tempo: 0’ pt; 5’ st.

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