Milano, cadavere di una donna riemerge al fondale di una cava: sconosciuta l’identità

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Orrore a Milano e nello specifico a Cernusco, dove dal fondale di una cava abbandonata è affiorato il cadavere di una donna, legato a delle pietre ed infilato all’interno di un sacco di cellophane. La scoperta del cadavere della donna è stata effettuata dal titolare dell’area, il quale ha notato l’involucro nell’acqua mentre faceva un sopralluogo, e così dopo aver notato qualcosa di strano, ha immediatamente allertato i carabinieri, i quali arrivati sul posto con l’aiuto dei vigili del fuoco, hanno recuperato il corpo. Non sembra essere nota al momento l’identità della donna, che appare di carnagione chiara e di età apparentemente compresa tra i 40 ed i 50 anni. Qualcuno, dunque, secondo la prima ipotesi degli investigatori, ha gettato il corpo della donna senza vita nel corso d’acqua nel punto in cui è stata trovata, all’interno di una cava privata in via Adua; il corpo in tuta e senza scarpe, è stato legato dai nodi di una corda ed è stato infilato in una busta di cellophane, con gli arti assicurati al peso di alcune pietre affinché il cadavere rimanesse sul fondo.milano-cadavere-di-una-donna-riemerge-al-fondale-di-una-cava-sconosciuta-lidentita-320x175

L‘ispezione cadaverica da parte del medico legale è stata condotta alla presenza del Pm Francesco Cajani della Procura di Milano che ha disposto l’autopsia. Le condizioni del corpo fanno ipotizzare che sia stato abbandonato in quel luogo da non più di un giorno, ma ad ogni modo verrà effettuata l’autopsia sul corpo della donna, disposta dal pm di turno del tribunale di Milano Francesco Cajani, che dovrà chiarire con esattezza tempi e modalità dell’omicidio.

La donna potrebbe essere stata uccisa in un altro luogo e poi trasportata successivamente nella cava per occultare il cadavere. Riguardo l’identità della donna, che come abbiamo dichiarato al momento è sconosciuta, i carabinieri stanno verificando l’identità della donna attraverso le impronte digitali con la speranza che sia già stata inserita nella banca dati delle forze dell’ordine. Qualora, dunque, i carabinieri riuscissero a scoprire l’identità della donna attraverso le impronte digitali, ci potrà essere una svolta nelle indagini e indirizzare gli inquirenti verso una sola pista.

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