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Milano, 12 mar. (askanews) - Patrizia Bedori a un passo dal ritiro della sua candidatura a sindaco di Milano per il Movimento 5 stelle. Nella serata di ieri, nel corso del consueto incontro del venerdì con una quarantina di attivisti pentastellati di Milano, Bedori ha messo sul tavolo il suo incarico. Il suo nome, risultato vincitore alle Comunarie del movimento, all'inizio non sembrava convincere i vertici. Era seguito a fine gennaio un incontro con i big 5 stelle che alla fine le avevano confermato la fiducia, stabilizzando di fatto la sua candidatura. Fino a ieri sera, con la decisione di rimettere l'incarico. Questa volta dietro non ci sarebbero pressioni dai piani alti ma mal di pancia locali, una mancanza di sostegno da parte degli stessi attivisti milanesi che l'avevano portata alla vittoria delle consultazioni on line. Proprio ieri in città ci sarebbe stato un vertice tra Grillo e Casaleggio con le comunali all'ordine del giorno. Ma in quell'incontro Milano non era in cima alla lista dei nodi da sciogliere.

Milano: Casaleggio, ritiro Bedori è stata scelta personale

E’ quanto ha dichiarato Gianroberto Casaleggio in merito al candidato del M5S alle Comunali di Milano. Sulla candidatura della Bedori si era detto molto preoccupato anche il premio Nobel Dario Fo, vicino al Movimento 5 Stelle. Bedori, 52 anni, casalinga, si è detta comunque ancora a disposizione del Movimento, che ora dovrà decidere ufficialmente come individuare il nuovo candidato sindaco di Milano. “Sì il famoso welfare è soprattutto sorretto da loro”.

Le consultazioni che a novembre avevano visto primeggiare Bedori erano state fatte in modo anomalo per i 5 Stelle, ovvero con tanto di urna fisica e penna con cui segnare il nome prescelto. “È una decisione – conclude Bedori – intima e insindacabile, per me i valori del movimento sono nel mio dna, uno vale uno”. Sappiate che non ero alla ricerca di una cadrega (una poltrona, ndr). “Poi rientrerai nell’oblio. Sono generosa e ovviamente mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico perché io le persone le giudico da quello che sono, da quello che dicono ma soprattutto da quello che fanno”. E sono parole pesanti, le sue, che chiamano in causa direttamente i toni di quella che considera una campagna denigratoria nei suoi confronti. E su un eventuale ruolo da assessore dello stesso Albertini nella futura giunta, Parisi ha aggiunto che lui “può fare quello che vuole, può fare qualunque cosa”. Ti voglio regalare un minuto di notorietà.

“Io invece vi ringrazio – prosegue Bedori – perché senza di voi donne, che silenziosamente giorno dopo giorno dedicate la vostra vita agli altri senza chiedere nulla in cambio”. “Mi avete scaldato il cuore – conclude – io ci sono e ci sarò perché credo fermamente che solo attraverso l’impegno quotidiano possa avvenire il cambiamento“. “Tutto torna, anche se sono una “nulla facente super cazzolara svogliata” come mi hai descritta”.

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