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Mina sta con Beppe Grillo e attacca politici e giornalisti

Chi l’avrebbe detto? Mina Anna Mazzini, in arte Mina, ovvero quella che è unanimemente considerata la più grande cantante italiana di tutti i tempi, sta con Beppe Grillo. L’artista è oggi intervenuta con un lunghissimo post sul blog del comico genovese.  Mina, usando una metafora sessuale, si schiera apertamente dalla parte del Movimento 5 Stelle e si scaglia contro i detrattori (giornalisti, politici, economisti, professori, ecc.) del suo amico Grillo.

“Si chiama imenoplastica – inizia il suo intervento Mina. – È un intervento semplice, poco doloroso, dal costo accessibile e di grande effetto, a patto che il chirurgo rispetti la deontologia del segreto professionale e che gli utilizzatori terzi (del pezzo) successivi siano diversi dai precedenti. (…) Oggi si affaccia una nuova tendenza che stravolge i canoni dell’imenoplastica. (…) A reclamare tale ammodernamento anatomico si sono impegnati i grandi uomini della prima, della seconda, della terza, della quarta, della ennesima repubblica. Leggermente sputtanati e disfatti in decenni di infernale e volgare promiscuità e sfrenato onanismo, senza controllo e con autoreferenzialità, stanno rivalutando all’improvviso il concetto di purezza. Non è raro ammirare gruppi di quelli che una volta si chiamavano politici, in vestaglia dal gusto classico, reduci e convalescenti dal suddetto trattamento, seduti su poltrone di similpelle bordeaux nelle hall di cliniche di chirurgia ricostruttiva. La schiera dei “rifatti” comprende anche politologi, finedicitori di politica, economisti dell’ultima ora e bellimbusti di contorno, giornalisti compiacenti, adulatori prezzolati. Vestali di ritorno, risettati nella morale situata negli organi genitali, si apprestano a riprendere il rituale dei baccanali”.

Mina, utilizzando sempre la metafora sessuale, sottolinea come sia scesa in campo una vera e propria macchina da guerra per delegittimare l’opera di Beppe Grillo:

“E poi il colpo finale, la mazzata che ammutolisce la sala della televisione. Beppe Grillo. Incontrollabile, sottovalutato, diverso, è adesso minaccioso veramente. Compare sostanzioso nella sua percentuale e inarrestabilmente spacca equilibri e logiche – scrive Mina. – Non ne avevano mai parlato. Nel calderone dell’antipolitica ci stava tutto, Beppe Grillo compreso. Che bisogno c’era di aver paura di un’alternativa senza qualifica, appartenenza, categoria di riferimento? L’ideologia del bunga e dell’antibunga erano sufficienti a eletti ed elettori per il funzionamento di Stato, società e politica estera. Ora bisogna fare i conti con lo spauracchio. Prima regola che si impongono i neovergini è quella di non nominare mai il nome dell’interessato. La volgare citazione appare scritta negli sfondi degli studi e, al massimo, velocissimamente pronunciata da scioglilinguisti allenati. Vengono impegnati, poi, scrittori dal costo elevato per la edificazione della muraglia di discredito che comprenda intelligentissimi riferimenti al qualunquismo, all’utopia, al populismo, alla sovversione, all’anacronismo, all’irrispettosità, all’inconsistenza. Contenti delle strategie impostate, appagati ogni tanto da un “più zero, qualcosa”, si godono il prurito dei genitali riparati”.

I soloni saranno certamente rimasti spiazzati dall’inatteso e sorprendente intervento pro Grillo di Mina, un’artista che da decenni, ormai, si contraddistingue per la rarità delle comunicazioni pubbliche. Che faranno, dunque? Si scaglieranno senza pietà anche contro la più grande cantante italiana di sempre, oppure faranno finta di nulla? Di sicuro, ai soloni, avrebbe fatto più piacere un’altra lezioncina di Fiorello a Grillo sulla mafia.

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