Miracolo, la tv riparla di Grecia: le cifre sulla catastrofe

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grecia piazza syntagmaProprio vero: a volte accadono persino i “miracoli”. E come definire diversamente il fatto che la tv italiana, dopo mesi di censura quasi assoluta, si è finalmente occupata del dramma economico e sociale che sta vivendo la Grecia? Il tabù lo ha sfatato il Tgla7 alle 20:21 del 17 febbraio 2013.

Come sta, dunque, il paese ellenico? Sta malissimo, come vi avevamo detto in un articolo pubblicato dal nostro sito qualche giorno fa. E pazienza se i professionisti della disinformazione del web, a suon di articoli densi di retorica, continuano a scrivere che, in fondo, la situazione non è così drammatica. Le cifre diffuse dal servizio mandato in onda dal tg di Enrico Mentana raccontano di un paese che formalmente è ancora in Europa. Ma che, nella realtà, è a un passo dal terzo mondo.

Il 67% dei giovani è disoccupato. Ma chi lavora medita di andare via, anche perché gli stipendi sono da fame e il tempo indeterminato è ormai utopia (un po’ come da noi). I negozi stanno quasi sparendo perché non vendono più, nonostante gli sconti del 70% sulla merce. I senzatetto aumentano a vista d’occhio, anche se una cifra ufficiale non c’è (c’è chi parla, però, di 40mila clochard solo ad Atene).

Il welfare state è ormai stato smantellato, gli ospedali non forniscono adeguate cure mediche. Le cliniche private si moltiplicano e gli organismi internazionali cercano di fornire assistenza sanitaria, un po’ come avviene nei paesi arretrati.

Se il Pil nell’ultimo anno è crollato del 6%, ancora più eloquente è il dato sul gasolio. Il suo consumo è sceso addirittura dell’80% stando a quanto riferisce un economista greco intervistato da la7. Si risparmia dunque sui riscaldamenti: discorso che vale per le abitazioni private, ma anche per ospedali e scuole.

Ora, siete liberi di pensare pure che in Grecia, in fondo, si stia tutto sommato bene e che le cifre siano esagerate. Certo, però, che sarebbe assai bizzarro se la7 volesse dipingere la situazione economica greca più grave di quanto sia.