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Mario Monti

Monti ride e dice che la crisi è finita, ma la disoccupazione galoppa ancora

“La Crisi è alle spalle, l’Italia E’ solida. La riforma del lavoro? Aumenta la flessibilità per le aziende nella gestione della forza lavoro”. Sprizza ottimismo da tutti i pori il premier Mario Monti, che ormai come il suo predecessore Berlusconi (e chi ha preceduto quest’ultimo) ha perso qualsiasi contatto con la realtà. Monti e Fornero ritengono la riforma dell’articolo 18 indispensabile per richiamare gli investimenti stranieri, ma non dicono agli italiani (che danno loro il consenso record del 61%) che è della corruzione e del malcostume italiano che hanno paura i capitali d’oltre confine. Per Monti e compagnia “massonante”, il problema rimane sempre l’uscita dal mondo del lavoro, ma i dati (impietosi) dicono che il problema è sempre e solo uno: l’ingresso nel mercato del lavoro. Il re-ingresso per molti ormai, visto che intere famiglie rimangono letteralmente in mutande per la crisi e le tasse che ci stanno propinando come la soluzione di tutti i mali (ma falliremo lo stesso vedrete).

Vi riportiamo qualche dato da ‘Repubblica.it’, giusto per farvi un’idea, sullo stato della disoccupazione in Italia:

– il tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su gennaio e di 1,2 punti su base annua; si tratta del tasso più alto da gennaio 2004

– a febbraio, su base annua, il numero di disoccupati aumenta del 16,6%, ovvero di 335 mila individui

– in crescita anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni). A febbraio è al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua; anche in questo caso si tratta del tasso più alto da gennaio 2004

– a febbraio gli occupati sono 22.918mila, in diminuzione dello 0,1% (-29 mila unità) rispetto a gennaio

– il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni rimane sostanzialmente stabile su base annua; tra gli inattivi, cresce il numero di quanti non cercano lavoro ma disponibili (+5,5%, pari a 73.000 unità) e di quanti cercano non attivamente (+4,3%, pari a 63.000 unità) mentre si riduce quello degli inattivi che non cercano e non disponibili a lavorare (-0,8%, pari a -100.000 unità).

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One comment

  1. se monti mi viene tra le mani lo smembro !!!! a furia di cazzotti !!!!!

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