Morbillo, boom di casi +230% da inizio anno

“L’immunizzazione è l’unica arma che abbiamo contro malattie gravi come il morbillo: basta con le bufale”. E da domani entrano in vigore i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza
0

“Questo al fine di meglio circostanziare la situazione di allarme che si sta venendo a determinare che la stessa Lorenzin non sta contribuendo a circoscrivere”. Informazioni chiare ed esaustive sono fondamentali in questi frangenti. Per fare un confronto, nello stesso periodo dello scorso anno i casi erano stati 220: l’aumento e’ stato quindi di “oltre il 230 per cento”, concentrato per la maggior parte in sole quattro regioni (Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana).

Dopo i moltissimi casi di meningite, una buona parte dei quali ha colpito la regione Toscana, adesso sembra che l’emergenza sia dovuta a una recrudescenza del morbillo, che sembrava debellato dal nostro territorio dopo le vaccinazioni di massa a cui tutti ci siamo sottoposti.

“Il principio deve essere quello della trasparenza: – viene infatti chiarito – bando agli allarmismi ed a campagne mirate solo ad arricchire le case produttrici di vaccini“. Poiché il morbillo contratto in età adulta è più esposto a complicazioni e obbliga al ricovero ospedaliero, è importante che negli ospedali vengano adottate tutte le cautele necessarie in modo che un luogo di cura non si trasformi in un luogo di contagio. “Dire che è normale che si generino epidemie di morbillo in cicli pluriennali è una sciocchezza”. Negli ultimi anni un numero crescente di genitori ha rifiutato la vaccinazione, proposta gratuitamente dall’Asl al compimento del tredicesimo mese di vita. A fronte degli 884 segnalati in tutto lo scorso anno, da gennaio a oggi ne sono stati individuati più di 700. Il 70% dei casi interessa giovani adulti (età superiore ai 20 anni).

In tutto questo, le idee per cercare di debellare questo inaspettato ritorno del morbillo sono le più varie: si passa dalla possibilità di renderlo totalmente gratuito all’aumento delle coperture che dovranno essere in grado di raggiungere il 95% della popolazione per eliminare totalmente il virus fino alla richiesta avanzata da alcuni scienziati di rendere il vaccino obbligatorio. In Toscana, spiega ancora l’Azienda sanitaria, la copertura vaccinale è pari all’88,72% – dati del 2015 – relativi ai bambini nati nel 2013 (la soglia utile è 95%), percentuale in calo da anni: nel 2011 la media era 92,05, nel 2012 91,13, nel 2013 90,07, nel 2014 89,31. Pochi mesi fa uno studio americano dell’Università della California (Ucla), che ha utilizzato i dati di una grande epidemia di morbillo avvenuta in California intorno al 1990, aveva svelato un volto particolarmente aggressivo del virus, considerato a torto una semplice malattia dell’infanzia. “Bisogna agire al più presto, altrimenti si corre così il rischio che vengano alzati dei muri contro gli italiani non vaccinati”. “Non esiste una medicina specifica per combatterlo, e nei bambini più piccoli e con difese immunitarie più fragili, può avere complicanze letali“.

IL MINISTERO “Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) e’ stata dell’85,3% (con il valore piu’ basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello piu’ alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che e’ il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”. “E’ ora indispensabile – precisa – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilita’ a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, cosi’ come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le eta’ affinche’ non rinuncino a questa fondamentale opportunita’ di prevenire una malattia che puo’ essere anche letale”. “Il Ministero – conclude – attivera’ ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

LA MALATTIA Tutti, dai 30 anni in su, hanno fatto i conti direttamente o indirettamente da bambini con il morbillo, malattia esantematica per eccellenza, che sembrava debellata da diversi anni ma che e’ ritornata prepotentemente in questo scorcio di 2017, con il numero dei casi triplicato rispetto all’anno scorso. Una notizia da non sottovalutare: il morbillo,causato da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae), e’ una malattia molto contagiosa che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Si trasmette solo nell’uomo. I malati vengono isolati nel periodo di contagio. E se e’ vero che in genere non ha sintomi gravi (provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina, e dura tra i 10 e i 20 giorni), in alcuni casi puo’ essere addirittura fatale: il morbillo, si legge nella scheda che gli dedica l’Istituto Superiore di Sanita’ sul portale EpiCentro, e’ pur sempre responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano piu’ spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

Piu’ in generale, i primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) con una febbre che diventa sempre piu’ alta. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca. Dopo 3-4 giorni, appare l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. L’eruzione dura da 4 a 7 giorni, l’esantema scompare a cominciare dal collo. A volte, rimane una desquamazione della pelle per qualche giorno. Di solito la diagnosi si fa solo per osservazione clinica. Eventualmente si possono ricercare nel siero degli anticorpi specifici diretti contro il virus del morbillo, dopo 3 o 4 giorni dall’eruzione. Il periodo di incubazione e’ di circa 10 giorni: inizia all’entrata del virus nell’organismo e finisce all’insorgenza della febbre. La contagiosita’ si protrae fino a 5 giorni dopo l’eruzione cutanea, ed e’ massima tre giorni prima, quando si ha la febbre. Il morbillo e’ una delle malattie piu’ trasmissibili. Il contagio avviene tramite le secrezioni nasali e faringee, probabilmente per via aerea tramite le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando il malato tossisce o starnutisce. Non esiste una cura specifica. Si possono trattare i sintomi (terapia sintomatica) ma non la causa: paracetamolo per abbassare la febbre, sciroppi per calmare la tosse, gocce per gli occhi. Esiste un rischio di prematurita’ per i bambini che hanno la madre infetta durante la gestazione.