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Movimento 5 Stelle: dieci pregi e dieci difetti

grillo beppe foto 8L’obiettività, nel giornalismo come nella vita, è difficile. Per certi aspetti è un’utopia. Quando si parla di politica, poi, sembra che l’obiettività non interessi a nessuno. Si tifa per o contro qualcuno. Un problema che riguarda o può riguardare tutti, compreso il nostro sito, naturalmente. Eppure bisogna sforzarsi di essere obiettivi e non farsi travolgere da sentimenti irrazionali. Questo paese ne avrebbe terribilmente bisogno, specie in questo momento storico.

Quando si parla di Movimento 5 Stelle, la tendenza a vedere tutto bianco o tutto nero si fa ancora più forte. Gli elettori del Movimento, fondamentalmente, sono interessati solo agli aspetti positivi. Gli elettori degli altri partiti, vedono in Beppe Grillo e nei neo parlamentari il male assoluto. Né i primi, né i secondi hanno ragione. E allora ci proviamo noi, senza certezza di riuscire, a evidenziare sia gli elementi positivi portati dal Movimento 5 Stelle, sia gli elementi negativi.

Partiamo dai meriti e dai pregi del M5S:

1) Ha dato rappresentanza a quei milioni di elettori che non si sentivano più rappresentati da Pd e Pdl, considerati troppo simili, se non identici, anche se poi qualche differenza esiste ancora;

2) Ha dimostrato, forse per la prima volta nella storia repubblica, che il voto delle clientele può non essere determinante in un’elezione;

3) Ha acceso la passione per la politica di giovani che altrimenti si sarebbero disinteressati e di meno giovani oramai rassegnati;

4) Ha fatto prepotentemente entrare nel dibattito mediatico temi altrimenti inesistenti come la decrescita;

5) Ha dato centralità alla sensibilità per l’ambiente e il territorio;

6) Come dice Grillo, ha evitato che la protesta sfociasse in violenze contro i più deboli, a partire dagli stranieri poveri: in Grecia ne sanno più di qualcosa;

7) Ha portato avanti l’idea meritevole che la politica non può essere una professione da svolgere per tutta la vita, ma un servizio che deve durare una decina d’anni. Perché politica non deve significare poltrona, ma deve tornare a essere qualcosa di molto più nobile;

8) Ha dimostrato, come in Sicilia, che con le altre forze politiche si può dialogare: non allo scopo di ottenere poltrone, ma di raggiungere obiettivi concreti per il territorio;

9) Ha tagliato lo stipendio dei suoi stessi consiglieri regionali e farà lo stesso coi parlamentari, sperando che il prossimo governo segua questa via;

10) Ha dato una grande speranza che l’Italia possa finalmente cambiare, diventando più onesta e meritocratica, come scrivono anche molti blog e quotidiani stranieri.

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