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Movimento 5 Stelle: ecco lo Statuto, Grillo presidente ma…

grillo beppe foto 7Il Movimento 5 Stelle ha un non-statuto e uno statuto, proprio come qualsiasi altro partito. A rivelare la notizia l’Huffington Post che ha scoperto, inoltre, che Beppe Grillo avrebbe firmato, il 18 dicembre, a Cognoleto, vicino Genova, lo statuto prima della campagna elettorale, insieme al nipote Enrico e al commercialista Enrico Maria Nadasi. In questo modo, si è auto-definito presidente del M5S, del quale il nipote, invece, ne è il vicepresidente, mentre il commercialista svolge la funzione di segretario. All’interno del documento firmato, però, non comparirebbe il nome di Gianroberto Casaleggio, cofondatore del movimento e proprietario del simbolo che identifica dello stesso movimento.

La sottoscrizione dello statuto, quello che possiede ciascun partito e che ora tanto “turba” i media e i partiti politici appartenenti ad altre fazioni, era necessario affinché il movimento potesse presentarsi alle scorse elezioni politiche. Il Movimento 5 Stelle, ora, ha un’assemblea che va convocata almeno una volta l’anno entro il mese di aprile. In sostanza, a Beppe Grillo spettano la gestione e la tutela del contrassegno, la titolarità  e la gesitone della pagina del blog, “beppegrillo.it”, nonché “l’amministrazione e la gesitone di eventuali fondi dell’Associazione“. La rete resta uno dei riferimenti principali per l’organizzazione dello stesso movimento. Dall’atto costitutivo, infatti, si legge che il web rappresenta uno “strumento capace di assicurare un modello di consultazione e di partecipazione effettivamente democratico alla vita politica del Paese”. 

atto_costitutivo_m5s
Atto costitutivo Movimento 5 Stelle

E ancora: “Gli eletti eserciteranno le loro funzioni senza vincolo di mandato”. È bastato poco, affinché si alzasse un polverone intorno al Movimento e allo stesso statuto, soprattutto in merito alla fantomatica questione dei rimborsi elettorali. Grillo ha sempre sostenuto di non voler, in nessun modo, accettare i rimborsi e di non poterne beneficiare eventualmente, in quanto lo stesso M5S era provvisto esclusivamente di un “non-statuto”. Ora che c’è uno statuto “ufficiale”, scritto e registrato, il Movimento 5 Stelle potrebbe accettare i rimborsi elettorali che, normalmente, ogni partito ha intascato sempre, senza fare troppe storie e senza eccessivi fronzoli. A livello mediatico, gli esponenti di altri partiti e gli stessi media hanno cercato di infangare il Movimento, affermando che le parole di Grillo in merito ai rimborsi elettorali erano del tutto false. Una cosa è certa: anche se ora uno statuto c’è, il M5S ha intenzione di rinunciarvi, come già ha fatto a livello locale.

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