Scoperto un agente patogeno nello stomaco di Ötzi

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Otzi, l’uomo del Similiaun custodito nel museoMuseo archeologico dell’Alto Adige di Bolzano, continua a riservare sorprese.

Il batterio è stato trovato nei resti dello stomaco diOetzi, è noto per provocare gastrite e ulcera, e risale all’età del rame.

Inizialmente, raccontano i ricercatori, scoprire qualcosa sulla flora batterica presente nellostomaco di Otzi sembrava quasi un miraggio. Senza scoraggiarsi, gli scienziati hanno trovato però un diverso modo di procedere.

Saranno necessari ulteriori studi per valutare in che misura questi batteri ospitati all’interno del corpo umano possano aiutarci a capire come l’Homo Sapiens si sia evoluto.

I ricercatori sono riusciti a decifrare il genoma completo del batterio contenuto nello stomaco della mummia.

Gli scienziati hanno individuato un ceppo potenzialmente virulento, al quale il sistemaimmunitario di Ötzi stava già reagendo. “Quello che possiamo affermare è che in Ötziesistono le condizioni perché queste patologie possano essere state effettivamente presenti”.

Un batterio trovato all’interno dello stomaco della mummia Oetzi ha aiutato a ricostruire la storia delle migrazioni umane. Batterio che può dirci molto sul nostro passato, raccontai i ricercatori sulle pagine di Science.

Assumendo che l’uomo del ghiaccio rinvenuto presso le Alpi orientali possa essere rappresentativo degli uomini vissuti nell’età del Rame circa 5300 anni fa, lo studio suggerisce che il ceppo europeo di Helicobacter pylori sia nato in un periodo seguente a quello in cui le popolazioni neolitiche europee sono divenute stanziali.

Rattei, in collaborazione con genetisti da USA, Sudafrica e Germania, sono arrivati a un risultato sorprendente: “Ci aspettavamo di trovare in Ötzi lo stesso ceppo di Helicobacter presente oggi negli europei”, spiega il biologo computazionale, “invece abbiamo scoperto di avere a che fare con un ceppo batterico che attualmente osserviamo principalmente in Asia centrale e meridionale“.

Un ritrovamento che contraddice quanto creduto finora, cioè che quando le popolazioni del Neolitico abbandonarono la vita nomade per dedicarsi all’agricoltura avessero già il ceppoeuropeo del batterio ancora oggi in circolazione e proveniente dal Nord-Africa.

“La ricombinazione genetica dei due tipi di Helicobacter potrebbe essere avvenuta solo dopo l’era di Ötzi“, ha concluso Maixner. “Questo dimostra che la storia degli insediamenti umani in Europa è molto più complessa di quanto ritenuto fino ad oggi“.

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