Napoli, donna muore in incendio divampato da una sigaretta. Gli investigatori indagano sulla dinamica

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Il fume uccide, questo è un dato di fatto, ma in alcuni casi anche una sigaretta può essere fatale. L’incendio nel quale è morta la cinquantottenne Lucia Pianta sarebbe divampato, secondo gli investigatori, proprio da una sigaretta.

La donna si trovava nel suo letto, nel suo appartamento di Napoli, e stava fumando la sigaretta fatale. Non è chiaro del tutto cosa sia accaduto ma con buona probabilità si sarebbe addormentata con la sigaretta accesa. In mezzo alle lenzuola, si sarebbe quindi alimentato l’incendio mortale:
prima il letto, poi i mobili e la tappezzeria. I pompieri intervenuti, allertati dai vicini, hanno trovato l’appartamento avvolto nel fumo. La causa del decesso è quindi asfissia, solamente il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero agli altri appartamenti della palazzina.

Lucia Pianta era originaria di Milano ma si era trasferita a Napoli, in via Chia, dove viveva da sola.

Purtroppo incidenti di questo tipo non è la prima volta che si verificano. Proprio questa estate, sempre in provincia di Napoli – a Casalnuovo – nel mese di luglio, un altro rogo si sarebbe sviluppato dal mozzicone di una sigaretta ancora accesa gettato incautamente in un vano scala dove a contatto con la segatura sarebbe divampato l’incendio, poi alimentatosi con gli elettrodomestici degli appartamenti adiacenti
l’incidente di Casalnuovo però, a differenza di quello di via Chia, non ha causato vittime a parte un grande spavento per gli inquilini dello stabile.
sigaretta
E se fumare la sigaretta elettronica può preservare la salute, non è detto che ci preservi da rare ma non impossibili esplosioni.
Le vittime dell’esplosione di una sigaretta elettronica sono di numero esiguo. In Italia, nel 2013 a un giovane di Torino è esplosa la sigaretta elettronica proprio mentre la stava fumando, causando delle ferite agli occhi, secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica.

In Inghilterra, a Richmond, un episodio simile è capitato a una barista di 18 anni, Laura Baty, la cui sigaretta esplodendo le ha letteralmente bruciato l’abito.
Thomas Kiklas, portavoce del Tobacco Vapor Electronic Cigarette Association, ha spiegato che gli incendi da e-cig sono rarissimi e dovuti quasi sempre all’utilizzo di carica batterie non omologati per la sigaretta elettronica.
Kiklas sottolinea che le sigarette elettroniche vanno sempre caricate con gli strumenti indicati dai produttori e non devono essere lasciate incustodite durante la camera.

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