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Napoli, la Città della scienza distrutta da un incendio nella notte: il video

541449_10151498980631151_1506492115_nNel cuore della notte un violento incendio ha completamente devastato la Città della scienza a Napoli. Ancora ignote le cause, ma non si esclude la pista dolosa come conferma anche il sindaco De Magistris: “Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale. Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili”. Sono rimasti in piedi solo i muri perimetrali, mentre tutti i padiglioni sono andati distrutti tranne uno. All’interno della struttura non c’era personale poichè il lunedì è giorno di riposo, quindi fortunatamente almeno non si registrano vittime.

Uno scenario apocalittico si è aperto dinanzi ai cittadini, che hanno visto una coltre di fumo nera e molto densa alzarsi dalla Città della scienza. Il custode ha avvisato i vigili del fuoco, che sono riusciti a domare l’incendio solo dopo circa 12 ore.Da un punto di vista culturale è una perdita gravissima per la città, se ne va un vero e proprio gioiello, il fiore all’occhiello della scienza a Napoli. La Città della scienza era stata inaugurata nel 2001 ed era diventato il simbolo della rinascita di Bagnoli, l’ex quartiere industriale, dove un tempo era presente l’Italsider, riqualificato da questo progetto. Ogni anno si contavano circa 350mila visitatori provenienti da ogni dove, ed era una delle maggiori attrattive per i turisti.

La Città della Scienza era divisa in molte aree scientifiche dove era possibile conoscere e toccare quasi con mano le diverse discipline. Si poteva infatti conoscere l’evoluzione dell’uomo, studiare la forza di gravità e la genesi del fulmine. Nell’area astronomica veniva proiettato l’intero sistema solare, e si poteva osservare ed ingrandire una stella. Un padiglione dedicato interamente ai piccoli permetteva loro di apprendere la scienza giocando. Negli altri padiglioni venivano allestiti diverse esposizioni che andavano dalla nutrizionistica alla riproduzione dell’eruzione di Pompei. Ormai tutto questo è andato in cenere e appartiene al passato. Lacrime e disperazione tra i dipendenti, giunti stamattina sul luogo del rogo e ora seriamente preoccupati per il proprio futuro. E le rughe sul volto di Napoli, che ha perso uno dei suoi gioielli più preziosi, diventano sempre più profonde.

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One comment

  1. Piccolo Scrivano Malandrino

    Era un gioiello, è vero.
    L’abbiamo – noi Contribuenti di tutta Italia – già pagato una volta, e ora ci toccherà pagarlo di nuovo.
    Però un gioiello che produce perdite, è un gioiello inutile.
    “Tutti gay…col ‘ulo degli altri”.
    Caro De Magistris, bisogna fare i gioielli che stanno in piedi da soli; ormai non c’è più nessuno che può continuare a mantenere i vostri gioielli in perdita.
    Se non capite questo, siete destinati a diventare straccioni e chiagnoni.
    Forza, su, un po’ di orgoglio !

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