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Napolitano sminuisce ancora Grillo, senilità o malafede?

Giorgio Napolitano è il presidente di tutti gli italiani? Da qualche tempo se lo stanno chiedendo in molti. Quando al governo c’era Berlusconi, i suoi interventi si limitavano a timide reprimende, oppure a richiami per “ristabilire il dialogo” tra chi faceva delle porcate e chi invece giustamente si indignava. Da quando l’Europa gli ha “suggerito” come Primo Ministro Marione Monti, che lui ovviamente non ha esitato a nominare prima senatore a vita e poi Presidente del Consiglio, l’atteggiamento è radicalmente cambiato. Adesso è rispuntato fuori l’ardore dell’ex militante del Pci; sempre più attivo, ma non per difendere la dignità degli italiani e la costituzione dall’imperversare berlusconiano o leghista, come gli veniva chiesto a gran voce da molti cittadini, bensì per sconfiggere un nemico ancora più pericoloso: il Movimento 5 Stelle, la cosiddetta “anti-politica”. Con cadenza quasi giornaliera, il presidente della Repubblica non ha perso occasione per tirare le orecchie a Beppe Grillo ed al “suo” movimento, composto e votato da liberi cittadini che non fanno parte di sezioni di partito di alcun colore. Come se non essersi mai occupati attivamente di politica volesse dire essere anti-politici.

Da che mondo è mondo l’impegno civile dovrebbe essere una cosa positiva, ma in questa caso evidentemente non lo è. “La risposta non viene dall’anti-politica” e “non date fiato al demagogo di turno” sono soltanto due dei richiami del Presidente Napolitano che oggi invece ha alzato il tiro anche di fronte al risultato straordinario del movimento 5 stelle, negando di fatto la verità delle cose: «Di boom ricordo quello degli anni 60, altri non ne vedo. Ci sono motivi di riflessione per tutti, per le forze politiche e per i cittadini sui rapporti con la politica e sui problemi di governabilità». Al di là della puerile negazione della realtà, visto che il M5S è stata la terza lista più votata in un’elezione che ha coinvolto 9 milioni e mezzo di Italiani, come si può affermare che un movimento che si base sull’impegno dei cittadini possa far sorgere problemi di governabilità? Il Movimento 5 Stelle potrà anche raccogliere un voto di protesta, ma è l’esempio più alto della Politica; ha idee e programmi precisi, e soprattutto piani per riuscire a metterli in atto.

Si rende conto il nostro Presidente della Repubblica che con questa affermazione sta dando degli irresponsabili a liberi cittadini che vogliono impegnarsi per migliorare le cose, e che soprattutto sminuisce la scelta di chi ha deciso di votarli? Le parole di Napolitano sono singolari, soprattutto perché vengono pronunciate dallo stesso presidente che ha convissuto con la “goffaggine” dei leghisti – per non dire peggio – e con l’arroganza berlusconiana tra festini ed escort, nell’indifferenza più totale. Ad ogni buon conto si vede che il buon Napolitano è un uomo del secolo passato e che non si rende conto di essere lui stesso il più grande spot elettorale per il Movimento di Grillo. Se lui e tutti gli altri politici, i rappresentanti dei Media – che se avessero un solo briciolo di dignità, si andrebbero a nascondere dopo aver spalleggiato per un 20ennio una sorta dittatura sudamericana – continueranno a dire che la risposta ai problemi non può venire da “Grillo e dall’anti-politica”, il consenso crescerà a dismisura. E’ proprio la politica ad aver deluso, e non può permettersi adesso il lusso di giudicare dall’alto un’iniziativa popolare che è soltanto sponsorizzata e promossa da Grillo, che ha radici profondissime nell’esasperazione degli italiani perbene.

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One comment

  1. Zoff Gentile Cabrini

    Io voto la seconda.

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