Né Giulietta né Romeo, esordio alla regia di Veronica Pivetti in un film contro l’omofobia

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Il 19 novembre segna l’esordio alla regia di Veronica Pivetti, con una commedia che si intitola né Giulietta né Romeo, della quale ha curato anche la sceneggiatura – insieme a Giovanna Gra – e la produzione. Si tratta di un viaggio attraverso l’omofobia, che mette al centro della discussione i legami familiari, talmente fragili da sfaldarsi nel momento in cui un giovane adolescente confessa al padre e alla madre la propria omosessualità. Il film – almeno per ora – è stato distribuito soltanto in 20 sale (un po’ poche a dir la verità), ma in base agli incassi di questa prima settimana si capirà se il numero potrà aumentare.

Il film offre una visione molto critica dell’omofobia, ma al tempo stesso ironica e per questo motivo si è guadagnato il patrocinio di Amnesty International che lo cita come film sui diritti umani.

Un tema scottante e non semplice da trattare, soprattutto per chi come Veronica Pivetti si accingeva alla sua prima esperienza come regista.
“Mi sono detta: Hai quasi 50 anni, perché non provi un azzardo assurdo? E’ stato così che ho deciso di realizzare il mio primo film.”

Ha dichiarato Veronica Pivetti.
“Ho scelto di fare questo film perché racconta le dinamiche all’interno di una famiglia e di come queste possono cambiare con una dichiarazione di omosessualità da parte del figlio. Queste realtà familiare sono diffusissime. Non mi stupisce che i ragazzi di oggi facciano battutine sui gay, questa generazione è figlia della vecchia generazione. Dopo molti cortometraggi ci tenevo a condurre la regia di un lungometraggio, è un mestiere che mi piace molto, ma è davvero difficilissimo. Nonostante la mia volontà, mi sono trovata a fronteggiare problemi inaspettati. Ma comunque ora sono soddisfatta della riuscita del film.”
veronica pivetti
Il film racconta la storia di Rocco (Andrea Amato), un adolescente come tanti alle prese con la scuola e i problemi con i compagni di classe.
Il padre e la madre di Rocco sono separati. La madre Olga(interpretata da Veronica Pivetti) è una giornalista, mentre il padre (Corrado Invernizzi), fa lo psichiatra. Il rapporto fra Rocco e sua madre è molto stretto, al contrario di quello con l’altro genitore: l’uomo infatti è rigido, autoritario e poco aperto nei confronti del figlio.
Rocco ha anche un amico, il goffo e impacciato Mauri, e una fidanzatina di nome Maria, con la quale il rapporto sembra essere molto amichevole e poco da innamorati. Infatti, all’età di 16 anni, Rocco scopre di non desiderare una fidanzata ma di essere gay e a sorpresa si innamora di un suo compagno di classe.

Quando la notizia dell’omosessualità di Rocco giunge alla famiglia, l’equilibro instabile del nucleo familiare si rompe e il padre e la madre non prendono bene la novità. Per tutta risposta, sentendosi incompreso, il sedicenne decide di scappare di casa alla volta di Milano, per andare ad ascoltare dal vivo, in concerto un giovane cantante icona omosessuale idolo di Rocco e di Maria.

Olga (la pivetti) e la nonna (Pia Engleberth) – che non fa nulla per nascondere la sua nostalgia per il duce – si mettono sulle sue tracce per andarlo a recuperare, in un viaggio con gag spesso divertenti ma che servirà a tutta la famiglia per imparare a capirsi e ad ascoltarsi di più.

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