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Nega comunione a disabile prete nella bufera

“Nessuna discriminazione, per ricevere il sacramento dovrebbe distinguere il pane dall’ostia” si difende così Don Piergiorgio Zaghi, parroco di Porto Garibaldi che si è opposto a concedere l’eucaristia a un bambino con ritardo mentale. Da qualche ora, il prete che opera nel ferrarese è oggetto di dure critiche per quanto successo nella cerimonia propedeutica alle prime comunioni avvenuta durante il Giovedì santo. Subito dopo l’accaduto, alcuni genitori dei compagni di classe del piccolo, hanno scritto una lettera al parroco invitandolo a rivedere la propria decisione, ma hanno ottenuto un altro diniego durante l’omelia del Venerdì santo: anche se la Chiesa non prevede l’esclusione dall’eucaristia per le persone incapaci di intendere e volere, don Piergiorgio preferirebbe che il piccolo capisse cosa stesse facendo.

Concetto ribadito più o meno in modo analogo dal vicario della diocesi di Ferrara, Monsignor Antonio Grandini: “Per ricevere il sacramento il bambino dovrebbe saper distinguere il pane dall’ostia e questo, al momento, non è avvenuto”. Le polemiche, siamo pronti a giurarci, non finiranno qui.

 

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