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Nikola Tesla, il genio dimenticato e riscoperto grazie al web

Nato da genitori serbi a Smiljan, nell’odierna Croazia, nel 1856, Nikola Tesla è – tra i geni dell’umanità – uno di quelli meno conosciuti. Tutti hanno sentito parlare almeno una volta di Galilei, Einstein e Leonardo, lo stesso non si può dire di Tesla. Eppure il contributo che ha dato alle scienze e alla tecnologia è stupefacente.

Nei decenni successivi alla sua morte, Tesla finì quasi nel dimenticatoio. In vita fu vittima dell’ostracismo del governo americano, delle lobbies e della comunità scientifica. Ora, però, grazie anche alla potenza del web, la sua figura è sempre più conosciuta e ammirata e suscita un fulgido interesse sia tra le persone comuni, sia tra gli accademici e i ricercatori indipendenti.

Figura enigmatica, ingombrante, inquietante, per alcuni addirittura mistica, era dotato di una fervida immaginazione, che gli consentiva di sviluppare, già nella mente, dei progetti completi, ben definiti e funzionanti. La realizzazione concreta delle invenzioni, per lui,  era solo un particolare. Conosceva nove lingue, amava la letteratura e la filosofia, dominava i concetti matematici con sconcertante facilità. Assetato di conoscenza e geniale sin da bambino, Nikola Tesla viene da alcuni considerato il padre del ventesimo secolo. Gli sono attribuite la bellezza di 700 invenzioni, tra cui l’energia elettrica a corrente alternata, la diffusione radio, le antenne, l’uso medico della risonanza magnetica, i radar e la trasmissione di informazione in assenza di fili, di cui internet, i satelliti e i telefoni cellulari sono l’emblema. Nove suoi brevetti vennero utilizzati per la costruzione della prima centrale idroelettrica a corrente alternata nelle cascate del Niagara. Tesla ha dato un contributo importante alla sismologia, la scienza che studia i terremoti. Ma soprattutto, la Corte suprema americana, nel 1943, ha riconosciuto che l’inventore della radio è Nikola Tesla e non Guglielmo Marconi, anche se la stragrande maggioranza dei libri continua a ignorare questa sentenza.

La vita di Tesla è da romanzo. S’imbarcò per gli Stati Uniti nel 1884. Portò con sé un libro di poesia e qualche quaderno con appunti; in tasca nemmeno un dollaro. Il genio aveva l’ambizione di lavorare nel team dell’inventore più ricco e celebrato del tempo, Thomas Alva Edison, il padre del fonografo. Edison concesse immediatamente udienza a Tesla affinché gli esponesse le sue teorie sulla corrente alternata. Spaventato dalla loro tremenda correttezza, Edison le rigettò. Affermò che la tecnologia basata su di esse era pericolosa e – sfruttando tutta la sua influenza – cercò di distruggere la reputazione del temibile rivale. Lo scopo era proteggere il suoi affari, in gran parte legati alla distribuzione della corrente continua, divenuta di colpo obsoleta.

Dopo la rottura definitiva con Edison, ormai suo nemico numero uno, Tesla finì addirittura a lavorare come manovale in una ditta di scavatori. Nel maggio del 1885, però, George Westinghouse acquistò tutti i suoi brevetti sui motori a corrente alternata fondando la Westinghouse Electric Company. Diede vita a una guerra senza esclusione di colpi contro Edison ed ebbe la meglio. Ma il magnate americano doveva dei compensi altissimi proprio a Tesla e se li avesse effettivamente pagati sarebbe finito in bancarotta. Disinteressato al denaro, il genio rinunciò ai suoi diritti economici e permise a Westinghouse di restare a galla.

Nel 1899 il genio serbo si trasferì a Colorado Springs per installare un nuovo laboratorio di ricerca con lo scopo di lavorare con le alte tensioni. La bobina di Tesla di Colorado Springs fu addirittura capace di generare una scarica lunga oltre 40 metri, che fu vista e udita  a una distanza di oltre 30 chilometri.

Vittima di campagne denigratorie continue, in cui veniva preso per pazzo e millantatore, Tesla ebbe anche qualche momento di gloria. Quando, in un articolo, sostenne di poter realizzare un sistema mondiale di trasmissioni senza fili utile per comunicare telefonicamente, inviare messaggi testuali, musica, quotazioni azionarie, informazioni militari (quello che in pratica fa internet…), catturò l’attenzione di JP Morgan. Il ricchissimo banchiere investì 150.000 dollari. I soldi contribuirono alla costruzione della Torre di Wardenclyffe, alta più di 60 metri e utilizzata per le trasmissioni broadcast. Nella sua idea originaria, la torre era progettata per trasmettere, col sistema wireless, sia segnali che potenza elettrica verso un qualunque punto della terra.

Ma il sodalizio durò poco, il tempo necessario a Morgan per capire che il vero obiettivo dello scienziato era produrre energia senza limiti, un’energia che poteva essere incanalata e regalata. Mai il banchiere, al pari di Edison, sarebbe andato contro i propri interessi e quelli delle lobbies dell’industria. Senza capitali, il faraonico e sensazionale progetto legato alla torre di Wardenclyffe fallì.

L’inventore serbo avrebbe vinto due premi Nobel per la Fisica. Sia nel 1912, sia nel 1915, il suo orgoglio gli impedì di accettarli.

Nikola Tesla fu quello che verrebbe definitivo un lupo solitario. Non si sposò, né ebbe relazioni amorose: riteneva fossero dannose per quello strepitoso software che era la sua mente. Anche quando cenava al ristorante, cercava di stare distante da altri esseri umani, percepiti come una minaccia. Aveva molte ossessioni, fra cui quella per il numero tre. Pare che girasse attorno ad un palazzo tre volte prima di entrarvi e addirittura pretendesse una pila di tre tovaglioli ben piegati intorno al suo piatto per ogni pasto. Queste manie furono un assist ai tanti nemici invidiosi che volevano minarne la credibilità.

Boicottato dai grandi gruppi industriali, incapace di gestire il denaro e far fruttare economicamente i suoi brevetti, visse in povertà e accumulò molti debiti. Passò gli ultimi anni della sua esistenza in un albergo di New York, in una stanza situata al 33° piano. Vi morì l’8 gennaio del 1943. Tre giorni prima aveva contattato il dipartimento per la guerra degli Stati Uniti, proponendo un’arma segreta, conosciuta come il raggio della morte.  Molti suoi lavori furono sequestrati, dichiarati “top secret” e nascosti dall’FBI. Secondo alcuni ricercatori e divulgatori scientifici, gli Stati Uniti, da anni, starebbero costruendo armi micidiali basate proprio sui documenti sottratti a Tesla.

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