A Nizza con Bouhlel anche il complice dalla Puglia

Nella tragica notte del 14 luglio, c’era solo una volante della polizia municipale a bloccare l’ingresso della zona pedonale della Promenade des Anglais. A una settimana di distanza dalla strage islamista perpetrata da Mohamed Lahouaiej Bouhlel a bordo di un camion, il governo francese finisce sul banco degli imputati con l’accusa di aver mentito sul dispositivo di sicurezza presente sul lungomare di Nizza. «Contrariamente a quanto afferma il ministero dell’Inter- no,l’ingresso della zona pedonale della promenade des Anglais la sera del 14 luglio non era protetto dalla polizia nazionale», ha attaccato il quotidiano Libération, all’origine, ieri, di un’inchiesta che inguaia pesantemente il governo di Frangois Hollande.

Citando testimoni oculari e fonti interne della polizia che hanno potuto osservare le immagini di videosorveglianza, Libération afferma perentoriamente di poter «dimostrare il contrario» rispetto a quanto dichiarato dall’esecutivo. Il 16 luglio, due giorni dopo l’attentato che ha causato 84 morti, la prefettura pubblica questo comunicato: «La sicurezza dell’area nei punti più sensibili è stata affidata a pattuglie della polizia nazionale, supportate da altre pattuglie della polizia municipale. Questa era la situazione nel punto in cui c’è stato l’ingresso del camion, con un divieto di accesso creato tramite una barriera di veicoli che bloccavano l’entrata nel lungomare.

Il camion ha forzato questo blocco salendo sul marciapiede». Nel pomeriggio del 16 luglio, al termine di una riunione all’Eliseo sui fatti di Nizza, Cazeneuve confermala versione della prefettura. «La polizia nazionale era molto presente sulla promenade des Anglais (…) Alcuni veicoli della polizia rendevano impossibile l’entrata alla promenade des Anglais».
Quattro giorni dopo il premierValls ribadisce quanto dichiarato dal suo collega di governo e alza i toni contro coloro che «insinuano che tutto ciò poteva essere evitato» per «discreditare le nostre forze di sicurezza».

Ma le falle nella sicurezza, che il primo ministro ha negato, sono state ieri certificate da Libération, sia tramite testimonianze, sia tramite uno scatto che mostra la presenza di due soli agenti della polizia municipale che gestiscono il traffico: della polizia nazionale evocata dal governo, nessuna traccia invece. Secondo le testimonianze raccolte dal quotidiano, la polizia nazionale è stata sostituita alle 20:30 del 14 luglio da una sola volante della polizia municipale. Il primo posto di blocco della Police Nationale, dopo che Mohamed Bouhlel ha fatto irruzione nella zona pedonale, si trovava a 370 metri più a est, nei pressi dell’Hotel Westminster.

Sono «370 metri di domande», scrive Libération, a cui la gauche di governo dovrà ora rispondere senza ambiguità. Dopo aver accusato Libéra- tion di diffondere «controverità», mettendo in dubbio la «deontologia» del giornale e tacciandolo di «complottismo», Cazeneuve, ieri ha ordinato all’Ispettorato generale di avviare «una valutazione tecnica del dispositivo
di sicurezza». In serata, però, è arrivata una notizia alquanto sorprendente.

La giustizia ha chiesto infatti al comune di Nizza di cancellare completamente le 24 ore di immagini di videosorveglianza del 14 luglio provenienti dalle sei telecamere presenti sul lungomare. «È la prima volta che ci chiedono di distruggere le prove», ha dichiarato un agente del centro di supervisione urbana di Nizza. Intanto, ieri, il procuratore di Parigi, Francois Molins, ha affermato che Mohamed Bouhlel ha potuto beneficiare dell’appoggio di 5 complici nella pianificazione dell’attentato : un attentato prep arato per mesi. Questo, mentre a Argenteuil, alle porte di Parigi, era in corso una vasta operazione antiterrorismo nei pressi di una moschea e di una libreria islamica, che ha portato all’arresto di 20 persone.

PARIGI A proteggere l’accesso alla promenade des Anglais la sera del 14 luglio non c’era un posto di blocco con agenti della polizia nazionale supportati da poliziotti del Comune, ma c’erano soltanto due agenti municipali con l’auto di servizio di traverso su una sola carreggiata. A precisare il dispositivo, (piuttosto esiguo) che si è trovato davanti Mohamed Lahouaiej Bouhlel quando ha cominciato la sua corsa assassina al volante del tir bianco è stato il quotidiano Libération smentendo, almeno in parte, le informazioni ufficiali diramate finora.

Il ministro dell’Interno Cazeneuve, che ha in un primo tempo definito «complottiste» e «contro verità» le notizie di Libération, ha comunque ordinato un’inchiesta all’ispezione generale della polizia nazionale, la polizia interna alle forze dell’ordine, per stabilire una «valutazione tecnica del dispositivo di sicurezza e di ordine pubblico come era stato concepito e messo in opera a Nizza la sera del 14 luglio».

L’opposizione reclama ormai a gran voce le dimissioni di Cazeneu- ve che ha ricevuto invece il sostegno del presidente Hollande: «È normale che si siano interrogativi, ma non deve esserci posto per la polemica» ha detto Hollande, promettendo «verità e trasparenza».

L’inchiesta intanto va avanti e dimostra che la strage di Nizza non è stata soltanto l’atto di uno squilibrato radicalizzato in fretta. Secondo il procuratore di Parigi Molins, Bouhlel aveva premeditato l’attacco da tempo (lo confermerebbero messaggi e informazioni memorizzate sul suo cellulare) ed è stato sostenuto da diversi complici.

Una “cellula” diversa dal commando del 13 novembre, meno strutturata, composta da almeno quattro uomini e una donna, tunisini e albanesi, alcuni anche con passaporto francese, tutti in stato di fermo, di cui uno soltanto con precedenti penali, ma non per terrorismo. Tra loro anche Choukri Chafroud, il tunisino che per anni ha vissuto in provincia di Bari, e che poche ore prima della strage sarebbe stato ripreso dalle videocamere mentre percorreva la Promenade con Bouhlel a bordo del suo Tir.

Quindici feriti della strage del 14 luglio restano ancora in prognosi riservata. Ieri l’Assemblée Nationale ha votato il prolungamento di sei mesi dello Stato d’Emergenza.

Al momento 15 dei feriti dell’attacco sono ancora in pericolo di vita, ha aggiunto. Intanto il sito Wikilao ha pubblicato una delle ultime immagini di Mohamed Lahouaiej Bouhlel: vi si vede il terrorista con il volto coperto di schizzi di sangue, un occhio semiaperto, il viso leggermente girato sul lato destro. La foto «è stata scattata momenti dopo la sua uccisione e ottenuta attraverso fonti investigative francesi». Altre fonti rivelano sempre al sito che «apparentemente Bouhlel non sarebbe stato raggiunto da colpi di arma da fuoco alla testa» e questo nonostante siano stati una quarantina i proiettili che hanno raggiunto il camion.

Il parlamento francese ha adottato in via definitiva la proroga di sei mesi dello stato d’emergenza decisa dopo l’attentato di Nizza. Il definitivo via libera arriva dopo il primo ok pronunciato ieri e l’altroieri dall’ Assemblea Nazionale e Senato.

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