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Non aprite quella discarica

La Commissione Europea ha avviato nei nostri confronti (sì, ancora ci riteniamo italiani) una procedura d’infrazione per “almeno 102 discariche, di cui tre di rifiuti pericolosi, non conformi alla direttiva europea del 1999”. I siti attenzionati si trovano in ben 14 Regioni: dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, dall’Abruzzo all’Emilia Romagna, dalla Liguria alla Lombardia e Piemonte fino a Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Sardegna e Umbria.

In sostanza, il Bel Paese avrebbe dovuto conformarsi, ma non lo ha fatto (come al solito) all’articolo 14 della direttiva sulla gestione dei rifiuti, secondo cui “spetta agli stati membri prendere delle misure per assicurare che discariche esistenti in passato non avrebbero continuato ad operare dopo il 16 luglio 2009, qualora non conformi con la normativa europea”.

Siamo a febbraio del 2012 e in ben due anni e mezzo nessuno si è preoccupato di muovere un dito per fare in modo che i poliziotti europei ci facessero la solita e immancabile multa (in questi anni ne abbiamo pagate di salatissime, una la stiamo ancora pagando per un canale televisivo che continua a trasmettere senza aver e il possesso delle frequenze utilizzate). La solita italietta delle banane.

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