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Non paga gli alimenti alla ex moglie: “le escort costano”

Storie di soldi spariti, storie di somme di denaro ingente finite nel nulla. Due conti correnti sono usciti a più riprese, in contanti, 469mila e 109mila euro. Lo dice la Guardia di finanza, che a suo tempo fece un’indagine approfondita. In un’occasione ci fu un prelievo di 50mila euro. Poi anche la villa del quartiere Pappagnocca data in donazione alla figlia di primo letto. E tutto questo, secondo l’accusa, per non versare il contributo di mantenimento alla moglie da cui si stava separando tra la fine del 2007 e l’inizio del 2009. Vicenda per la quale è in corso un delicato processo che ieri ha visto la deposizione dell’imputato, un ex rappresentante di piastrelle di 62 anni che, alla domanda del pm su come potesse giustificare così consistenti prelievi, ha risposto, come riporta l’edizione on line de Il Resto del Carlino, – borbottando a bassa voce – più o meno queste parole: «Sa, le escort costano». Chi era in aula non ha potuto fare a meno di scuotersi e voltarsi verso i vicini di sedia per cercare conferma: «Ha proprio detto così?».

L’imputato non ha dichiarato di aver sperperato i suoi averi con delle prostitute, peraltro pare che nessuno, ancorchè il pm, glielo abbia fatto notare: «Ero depresso per la separazione, i soldi li ho spesi per addolcirmi, per abbellirmi la vita». Soldi suoi, che poteva spendere come gli pareva senonchè ad attendere 1.300 euro al mese come contributo di mantenimento non ci fosse stata e c’è tuttora– lo ha disposto dal giudice Roberto Piscopo nel 2007 – la ex moglie, dipendente part time all’ospedale. Che – assistita dall’avvocato Giovanni Tarquini – ha sporto denuncia.

Ma il piastrellista se ne è “inventata” un’altra. Si è infatti presentato in aula con una valigia di trenta chili piena di piastrelle. Quando ha deposto, in lacrime ha invitato il giudice a controllarne di persona il peso. La dottoressa Beretti ha declinato l’invito. L’imputato – difeso dall’avvocato Elisabetta Panciroli – voleva dimostrare di essere andato in pensione dopo che i medici avevano stabilito l’impossibilità, per lui, di trasportare valigie di quel peso. Come rappresentante in Australia, le consegnava di persona ai compratori. Ma a causa di problemi di salute, non poteva più sobbarcarsi quegli sforzi. Ora, dice, vive della pensione Inps. Va anche in Australia a trovare gli amici. Nell’occasione, pesca le trote. Prossima udienza: 11 dicembre.

Storie all’italiana che da un lato fanno sorridere, ma dall’altro sono forse l’emblema della crisi valoriale che questa società sta vivendo e pare essere inarrestabile.

Fonte: Ilrestodelcarlino.it

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