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Ocse: in Italia il 14,3% della ricchezza in mano all’1%

I ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri: è quanto emerge dagli ultimi dati Ocse relativi alla ricchezza in Italia. Il report presenta anche dei dati positivi, ossia il fatto che nel nostro Paese “solo” il 25,2% delle famiglie siano indebitate, contro il 46,8% della Francia e il 47,4% della Germania. L’Italia, comunque, segue la scia internazionale per la quale crescono ancora le disuguaglianze tra i pochi che detengono la maggior parte della ricchezza e i tanti che sono costretti sostanzialmente alla base della piramide sociale.

Secondo gli ultimi dati Ocse, infatti, l’1% più ricco della popolazione detiene nientemeno che il 14,3% della ricchezza nazionale netta, sostanzialmente il triplo rispetto al 40% della popolazione più povera che detiene solo il 4,9% della ricchezza. Il divario tra ricchi e poveri, nei 34 Paesi dell’area Ocse, non è mai stato così marcato, come denuncia Angel Gurria, segretario generale dell’Organizzazione durante la presentazione dell’ultimo rapporto avvenuta a Parigi.

Nell’area Ocse, il 10% più ricco della popolazione detiene un reddito quasi 10 volte superiore al 10% più povero. Per farsi un’idea di quanto siano peggiorate le cose e di quanto siano aumentate le diseguaglianze, basti pensare che negli anni ’80 la forbice era di 7,1 volte, contro le 9,1 volte degli anni 2000. L’Organizzazione, dunque, fa un appello ai governi dell’area, affinché pongano in essere politiche in grado di arginare questo fenomeno. Tra i dati interessanti relativi all’Italia, oltre a quello sulle famiglie indebitate, c’è quello relativo al sovra-indebitamento: solo il 2,3% ha nel nostro Paese un rapporto debito-asset superiore al 75%, mentre il 2,8% delle famiglie ha un rapporto debito-introiti superiore a 3.

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