Oggi si compiva il viaggio di Ritorno al Futuro, cosa ha indovinato Zemeckis?

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Oggi è il fatidico giorno: il 21 ottobre del 2015 era il giorno che Michael J Fox a bordo della Delorean nel 1989 raggiungeva per sistemare alcuni importanti affari nel futuro.
Dopo il suo matrimonio e il giorno in cui sua figlia è nata, il 21 Ottobre 2015 è sempre stato il giorno più importante della vita di Bob Gale. Che altro ci si poteva aspettare dallo sceneggiatore e produttore di Ritorno al futuro?

Nel 1989, quando Gale immaginò il suo futuro (che è adesso il nostro presente) cercò di renderlo interessante inventando parecchi oggetti tecnologici allora mai realizzati, ma quante di quelle idee sono state realmente messe in atto dalla tecnologia e dalla scienza moderna?

Vediamo di spulciare una per una le fantasie di Bob Gale, fantasticamente realizzate sul set da Robert Zemeckis, e capire quali di queste si siano tradotti in realtà e in oggetti di uso quotidiano.

Una su tutte sono gli occhiali che funzionano anche come telefono cellulare,che a ben guardare adesso sembrano molto simili a occhiali realizzati di Google, e la video chat su un televisore a schermo piatto che assomiglia a Skype.

Gale dice – e anche noi la pensiamo così, probabilmente pure voi – che la cosa più bella che avevano previsto è l’Hoverboard. “L’Hoverboard era un volo totale della fantasia totale. Ogni bambino voleva uno e ora abbiamo Arx Pax a Los Gatos, [California]. Lì hanno una hoverboard magnetica”.

Non ci sono gli smartphone nel film – il loro ruolo è stato soppiantato dagli occhiali – ma i fax sono dappertutto. “Li abbiamo fatti esplodere,” dice Gale sui fax. “Sono stati sempre così onnipresenti quando abbiamo scritto.”
Mentre oggi però non esiste alcuno ‘Shark 19’ o un ‘Black and Decker Hydrator’ oggi, Gale predisse qualcosa che nessuno al di fuori di Chicago avrebbe mai creduto: ovvero che i Cubs sarebbero andati alle World Series. Evento che ancora adesso può verificarsi, con buona gioia di tutti i loro tifosi.

Una delle cose che ha concesso alle nostre menti di scatenarsi era [il sapere] che lo stavamo facendo male, perché nessuno ha mai fatto bene.”

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