Omicidio Roberta Ragusa, pubblicate le motivazioni della condanna per Antonio Logli: per il giudice “Persona dall’indole menzognera”

“Logli cominciò a delinearsi come protagonista di una galassia di menzogne che non risparmiavano nessuno. Un uomo dall’indole menzognera e con una consistente insensibilità d’animo palesata non solo nei riguardi di Roberta, ma anche di Sara, donna della quale si dice innamoratissimo, ma che costringe a una vita da perenne amante”, è questo quanto si legge in una delle 134 pagine scritte dal giudice Elsa Iadaresta nelle motivazioni della sentenza di condanna a 20 anni per Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, il quale lo scorso 21 dicembre è stato condannato a venti anni con il rito abbreviato per l’omicidio volontario e l’occultamento del cadavere di sua moglie.

Entro la giornata di giovedì 23 marzo, verranno depositate le motivazioni della condanna di Logli e dopo la copia sarà subito disponibile per le parti.Il deposito delle 134 pagine è avvenuto lo scorso 18 marzo nella mattinata di ieri, lunedì 20 marzo, le parti hanno avuto accesso al documento che racconta perchè secondo il gup il marito di Roberta Ragusa, ovvero Antonio Logli è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.

Intervenuto nella giornata di ieri il legale Nicodemo Gentile dell’Associazione Penelope, presente come parte civile anche al processi di Padre Graziano ad Arezzo, il quale ha dichiarato che proprio oggi, 21 marzo Roberta avrebbe compiuto ben 50 anni. “Il giudice ha ricostruito quanto da noi sostenuto circa l’indole menzognera del Logli che ha sempre negato anche quando era impossibile mentire: resta il dolore umano pensando ai figli e a Roberta che domani avrebbe compiuto 50 anni”, ha aggiunto il legale. I giudici sono convinti della colpevolezza di Logli e nello specifico secondo il giudice Elsa Iadaresta, Logli ha mentito sulla profonda crisi che attraversava da tempo il suo matrimonio ma anche sulla sua lunga relazione extraconiugale con Sara Calzolaio, iniziata nel 2004 e che ha riferito solo il 16 gennaio 2012, quando la donna lo mise alle strette.

Secondo il giudice, ancora, Logli avrebbe mentito dopo aver rivelato la relazione riferendo di avere effettuato una sola telefonata ala Calzolaio quando in realtà ve ne sono state tre consecutive, l’ultima delle quali alle ore 00.18 i appena 28 secondi della notte in cui scomparve Roberta. “Antonio Logli è un bugiardo e ha reiteratamente e pervicacemente tentato di mistificare la realtà fornendo in più occasioni una versione degli accadimenti non corrispondente al vero e spesso smentita dagli esiti investigativi”, è questo dunque quanto si legge nelle motivazioni della sentenza di condanna a vent’anni di carcere per Antonio Logli.

Adesso il legale di quest’ultimo, Roberto Cavani, avrà a disposizione circa 45 giorni di tempo per presentare ricorso in appello contro la condanna. Intanto i giudici fiorentini, Presidente Livio Genovese, a latere Elisabetta Pioli e Pierfrancesco Magi, hanno integrato l’obbligo di dimora notturno a carico di Antonio Logli con il divieto di espatrio ed una reperibilità, comunicare preventivamente i luoghi in cui sarà rintracciabile.

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