Paestum, carabinieri recuperano lastre dipinte dalla Tomba del Guerriero

Paestum, sono tanti i capolavori dell’arte e dell’archeologia che mancano all’appello nei musei e nelle gallerie, basti già ricordare il furto di alcuni quadri al museo di Castelvecchio di Verona, occorso qualche settimana fa, per riaprire una ferita che ancora brucia, e fa parte della lotta quotidiana delle autorità preposte alla tutela del patrimonio culturale. Il patrimonio storico-archeologico italiano, si stima, è per lo più in mano a clandestini, i quali si servono di manodopera specializzata per sottrarci i capolavori della nostra storia.

Paestum, un capolavoro dell’arte antica recuperato

La Tomba del Guerriero di Paestum, antica città di fondazione greca situata alla foce del Sele, è una testimonianza della caduta della città greca in mano lucane e poi sannitiche tra il III ed il II secolo a.C., 2400 anni fa. Gli autori storici antichi hanno, quasi con insistenza, raccontato dei Sanniti – popolazione che viveva sulle alture campane prospicienti il mare – come di un popolo dalla forte componente guerriera, capace di schierare in campo armate ben addestrate, subito riconoscibili per le loro armi. Lo storico romano Tito Livio parla di una ‘Legione linteata‘, un’unità di guerrieri scelti, che si distinguevano per un particolare mantello, il ‘linteo‘ appunto. La Tomba del Guerriero di Paestum rientra bene nei caratteri di questa società dalla forte indole guerriera. Sulle lastre, che componevano il sarcofago, trafugate si ‘leggeva’ per immagini il ritorno a casa del guerriero, tema già caro all’arte greca, di cui le popolazioni del Sannio acquisiscono il linguaggio figurato. Il giovane conduce un mulo carico ed egli stesso porta un fagotto sulle spalle, a indicare entrambi il bottino di guerra, e impugna ancora i due giavellotti, simbolo della sua preparazione all’arte della guerra; a rendere la scena ancor più familiare e quasi quotidiana, la presenza di un cane, che accompagna o accoglie il padrone a casa.
tomba del guerriero

La Tomba del Guerriero di Paestum, la rivincita della legalità

I carabinieri del Comando per a Tutela del patrimonio culturale sono riusciti a recuperare già a maggio scorsoo, dopo 20 anni di latitanza le 5 lastre parietali trafugate dalla tomba, di IV-III secolo a.C. Le lastre giacevano da anni, conservate con meticolosità, all’interno di un magazzino a Campione d’Italia, nel canton Ticino in Svizzera. Il proprietario, un facoltoso svizzero, si era detto del tutto all’oscuro, guarda caso, della provenienza delle lastre, che resteranno ancora esposte al Museo storico dei carabinieri a Roma, prime di essere esposte definitivamente al museo di Pompei.

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