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Dopo la Taverna Interviene anche Grillo: Di Battista non può candidarsi sindaco, lo vieta lo statuto

Beppe Grillo pone il no definitivo alla candidatura come sindaco di Roma di Alessandro di Battista: il politico pentastellato non sarà tra i candidati nelle liste online del M5S come sindaco di Roma, perché secondo il regolamento del movimento non è possibile. Di Battista infatti occupa già il ruolo di deputato al parlamento e non può presentarsi per concorrere ad una seconda carica pubblica. Come Di Maio per Napoli, Di Battista rinuncerà all’occasione ghiotta. Paola Taverna intervistata a Skytg24 mette subito in chiaro la situazione, parlando per il collega.

In molti nel M5S vedrebbero bene la sua candidatura a sindaco, dichiarando anzi che con Di Battista il M5S potrebbe spuntarla facilmente contro gli avversari candidati del PD e del Centrodestra, ma il vizio di forma resta in seno al regolamento del M5S e non se ne esce. E se per alcuni il rispetto di tali regole equivale a “darsi un colpo di zappa sui piedi”, per altri ancora né è il punto forte.
Infatti tra i Pentastellati le regole valgono eccome, e se gli italiani sapranno guardare bene, ciò rappresenterà nel tempo un punto forte, anche se nell’immediato porta a fare qualche scelta che rischia di allontanare dagli obiettivi prestabiliti.
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Ma se esiste il rispetto rigoroso dei ‘comandamenti’ del M5S esiste anche un altro punto di vista, ovvero quello da dente avvelenato – e d’altra parte anche condivisibile – di coloro che pensano quale duro colpo sarebbe per posizione Di Battista e Di Maio se partecipassero in qualità di candidati alle rispettive comunali e non riuscissero a spuntarla. Sarebbe una dura sconfitta non solo del M5S rispetto al PD e al Centrodestra, di fronte al quale si è sempre dichiarato in avanti nei sondaggi negli ultimi mesi, ma anche per i due esponenti più in vista del movimento in Parlamento.

Paola Taverna assicura che il M5S è ormai abbastanza forte e maturo che a Roma sono sicuri di vincere anche senza il portastendardo Di Battista, a meno che, attacca, il mezzo miliardo arrivato a Roma in vista del Giubileo non venga utilizzato dal PD per fare la sua solita, smaccata, propaganda politica – come alle Europee lo fu la mossa degli 80 euro in busta paga.

Il nome del candidato sindaco di Roma per il M5S lo eleggeranno tutti i cittadini romani, che aderiscono al movimento sul suo sito on-line. Come è già stato durante le Europee e prima ancora per le Amministrative.

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