Paolo Gentiloni afferma che l’Italia combatterà il terrorismo, ma non si tratta di guerra

La comunità islamica italiana scende in piazza per manifestare contro il terrore dell’ISIS, il Ministro Paolo Gentiloni ringrazia per il messaggio di solidarietà

Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha accolto con gratitudine l’iniziativa avviata dalla comunità islamica italiana, che con lo slogan ‘Not in my name‘ (Non nel mio nome), ha voluto esprimere la propria adesione verso la condanna del terrorismo a seguito degli attentati sanguinosi che hanno colpito Parigi.
So che non era facile andare in piazza, nel clima che viviamo“, ha detto il ministro in una nota, apprezzando il gesto forte di tutti gli islamici intervenuti a dire con molta calma ed umiltà la loro “Averlo fatto è stato importante, l’ISIS è un cancro dell’umanità“.
La comunità islamica italiana è scesa nelle piazze di Roma e Milano, per prendere una volta e per tutte, una posizione chiara contro il terrorismo e l’ISIS, in questo momento molto difficile per l’Europa e tutto l’Occidente. L’ISIS non rappresenta l’Islam e l’Islam non si identifica nella guerra e nel terrore che infiamma in tutto il Medio Oriente. In piazza credenti islamici di ogni nazionalità: senegalesi, tunisini, marocchini, senegalesi, egiziani, siriani, bengalesi, ma tutti accumunati dal doppio passaporto italiano e dalla certezza che l’Islam non predica il terrore e l’orrore diffuso dagli stragisti della jihad.
paolo gentiloni


In piazza molti uomini, ma soprattutto a catturare l’attenzione sono state le donne, molte di esse indossavano il chador (il velo tradizionale delle donne islamiche), che hanno portato i loro bambini, tutti presenti sotto l’unico striscione: ‘Non siamo noi il nemico’ e il coro ‘No all’Isis, noi ci siamo‘.
Erano inoltre presenti molti rappresentanti delle comunità islamiche ?italia, accompagnati da diversi politici e sindacalisti italiani tra cui: Fabrizio Cicchitto, Pierferdinando Casini ed il segretario della CGIL Susanna Camusso.

L’intervento di Paolo Gentiloni: un chiaro messaggio agli Italiani, per comprendere i significati id rifugiati e terroristi

Le parole di Paolo Gentiloni servono anche a chiarire il messaggio che il governo italiano intende far passare, sulla scia dei venti di guerra e di vendetta che soffiano in tutta Europa e conducono verso la Siria ed il Medio Oriente. “Dobbiamo dire che siamo sotto attacco da parte del terrorismo e dobbiamo reagire combattendo il terrorismo”, ma l’Italia “non si sente in guerra”. “Capisco perfettamente che Hollande abbia usato la parola guerra e capisco che altri grandi Paesi occidentali come Usa, Germania e Gb non abbiano usato questo tipo di espressione“. Altre parole usate dal ministro servono a distinguere ancora una volta il senso di due temi caldi, troppo spesso fusi dalle correnti avverse, alla ricerca di un’unica soluzione: terrorismo e rifugiati. “In Europa non dobbiamo arretrare nella battaglia per non sovrapporre il terrorismo con il tema dei rifugiati“. Continua poi Paolo Gentiloni, “Il Pd e il governo non arretreranno di un millimetro su questo tema, altrimenti ci sarà uno sfondamento culturale che non riusciremo a contenere”. Da molte voci, non solo in Italia ma anche in Europa, è stata condannata la politica comunitaria che ha portato all’accoglienza di decine di migliaia di rifugiati, perché tra essi vi è il sospetto che si siano nascosti gli autori delle stragi parigine. Ma il ministro ed il governo italiano devono far di più, non limitarsi a scindere nella teoria i rifugiati dai terroristi, ma attuare politiche di rigido controllo, affinché, ad attraversare i confini del nostro paese e dell’Europa, siano quei rifugiati che si sono schierati ieri in piazza sotto lo slogan potente del ‘Not in my name‘.

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