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Paradosso Italia: si tagliano sanità e istruzione, ma aumentano le spese militari

spese-militariMentre lo Stato sociale è sull’orlo del baratro, a pezzi dopo continue manovre finanziarie recessive e imperniate sull’austerità – l’esempio lampante è fornito dalla sanità e dall’istruzione – c’è un settore della spesa pubblica che sembra non risentire affatto della crisi economica. Come riportato da Il Fatto Quotidiano.it,  “il settore pubblico della Difesa nel 2012 ha subito meno tagli e ha ricevuto più fondi, forte di un doppio trattamento di favore che è proseguito fino all’ultimo, con una serie di colpi di coda che fanno discutere. L’ultimo si è consumato il 28 dicembre scorso con la proroga – quasi in sordina e a governo ormai dimissionato – delle missioni internazionali. Un provvedimento di solito accompagnato da forti tensioni e polemiche ma passato stavolta sotto silenzio, nonostante si portasse in pancia un vero e proprio giallo sui numeri”.

Il punto è che il nostro paese, la nostra politica, i nostri governi continuano e continueranno a spendere cifre folli per mezzi e risorse a volte sì necessarie, ma a volte ci si chiede davvero le ragioni reali di una spesa così ingente per questi nuovi costosissimi sistemi. Al di là di tagli più o meno dichiarati e attuati, rimane il fatto che la spesa rimane molto cospicua. Basti pensare alla cifra enorme che verrà finanziata per l’acquisto di nuovi sistemi d’arma, compresi i contestatissimi F35 che costeranno 15 miliardi di euro.

Non ci sono poi sviluppi riguardo alla vendita da parte di moltissime caserme che oramai non assumono più alcuna utilità in alcune zone del paese. E c’è chi, come riporta ancora il Fatto Quotidiano.it sta mettendo in dubbio “le reali “performance” delle nostre industrie. Le associazioni pacifiste, ad esempio, hanno confrontato i dati sull’export dichiarati nella relazione al Parlamento e quelli contenuti nel Rapporto annuale dell’Unione Europea. E hanno scoperto una curiosa incoerenza tra i numeri: nel 2011 l’Italia avrebbe esportato armi e sistemi di difesa per 2,6 miliardi, per la Ue “appena” uno.

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2 comments

  1. il Piccolo Scrivano Malandrino

    Ma che ragionamenti: dobbiamo o non dobbiamo fare le guerre ….ops, volevo dire “missioni di pace”, per conto dei nostri Liberatori ?
    Com’è salato, il pane del Padrone !

  2. Ok MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando

    Italia PORCU BELIN MARSU compra ingenti quantitativi di ARMI pesanti e leggere con il DENARO PUBBLICO !Per non parlare delle missioni di pace armate! Che si trova a ritroso a combattere in quanto l’Italia oltre che a comprare armi PRODUCE sia in Italia che all’estero ! Con tanto di FINANZIAMENTI DI BANCHE ITALIANE E DI CORDATA. Mentre in Italia vi sono gravissimi problemi con la DISOCCUPAZIONE NON RISOLTI ! Senza poi contare che l’Italia comprando e producendo armi e con i relativi finanziamenti di banche è COMPARTECIPE di ogni GUERRA uccisione di BAMBINI, DONNE e UOMINI fatti con le Army made in Italy su tutto il pianeta terra !
    Morando

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