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Parlamento, record: 173 hanno cambiato casacca da inizio legislatura

Parlamento: legislatura da record con 173 cambi di partiti. Si dice spesso che gli italiani siano generalmente un popolo di “voltagabbana” e a quanto pare i politici ci rappresenterebbero anche in questo. Da inizio legislatura, ben 173 parlamentari hanno cambiato casacca, con il PD che ha fatto incetta di nuovi “fan”. Durante la precedente legislatura (2008-2013), quella dei vari Razzi e Scilipoti, hanno lasciato il partito con il quale sono stati eletti 160 parlamentari. E visto che l’attuale legislatura non sembra avere breve scadenza, il record può essere ancora incrementato.

Il PD da inizio legislatura ad oggi ha 16 parlamentari in più (8 sono confluiti ieri da Scelta Civica), Sel ne ha persi 10 alla Camera, Forza Italia ne conta -60 anche per via della nascita di Ncd, il M5S conta addirittura 32 defezioni. Se il ritmo dovesse mantenersi, a fine legislatura avranno cambiato partito ben 500 parlamentari, un numero mostruoso. Matteo Renzi continuerà ad accogliere transfughi, secondo le previsioni degli esperti: ad attrarre una poltrona “più solida” e quel fascino giovanile che hanno contagiato gli italiani per l’elezione del Presidente della Repubblica e alle scorse europee, famose per il boom del 41% democratico.

Non essendoci vincolo di mandato, non c’è nulla di illegale nel cambiare partito dopo essere stati eletti, ma gli elettori lamentano una mancanza di rappresentatività.

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2 comments

  1. una costituzione seria doveva prevedere che il cambio di casacca doveva comportare prima le dimissioni,interruzione per conteggio vitalizio,presentazione a nuove elezioni per partecipare all’elezioni nel nuovo partito,altrimenti a casa, senza vitalizio che non si sono meritati.

  2. Il vincolo di mandato, fu pensato per favorie e legittimare un voto non corrispondente alle istruzioni del partito. Fin qui un deputato poteva dissentire dal suo partito (Aborto, divorzio etc.) Leggi che coinvolgevano la coscienza dell’individuo (all’epoca esisteva). Da un po’ di anni, alcuni deputati (non onorevoli) si offrono al miglior offerente e tradendo il proprio elettorato!

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