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Il Pd vuole distruggere la scuola pubblica e nessuno protesta

giannini-stefania-fotoVe li ricordate i tempi di Mariastella Gelmini? Bastava che il ministro dell’istruzione aprisse bocca, che studenti e professori scendevano in piazza per protestare. E avevano ragione. Perché la titolare del Miur, oltre a dire sciocchezze sulla scuola e su ogni argomento, ha tagliato decine di migliaia di posti, peggiorando ulteriormente il livello dell’istruzione nel nostro paese.

All’epoca la cosiddetta sinistra parlamentare e quella delle piazze non perdeva occasione di attaccare la Gelmini, Tremonti e Berlusconi, colpevoli di fare di tutto per distruggere la scuola pubblica. Badate bene: l’unico problema non è il taglio micidiale delle cattedre e conseguenti classi pollaio. La tragedia di cui nessuno parla è che le borse di studio sono ormai praticamente scomparse: ridotte come sono state del 90% in pochi anni. Insomma, se non hai i genitori ricchi, o se non fai il cameriere fino alle 3 di notte, niente università. Esattamente come ai tempi del fascismo.

Da 3 anni, nessuno sembra essersene accorto, al governo c’è il cosiddetto centrosinistra, il Pd. E che ha fatto di buono per la scuola pubblica? Assolutamente nulla. Ora però siamo nell’era Renzi, l’era delle riforme veloci e anche la scuola sarà coinvolta dal cambiamento. Un cambiamento che farà rimpiangere le oscenità della Gelmini.

L’intenzione del Ministro Stefania Giannini – più volte espressa in interviste e incontri – è portare l’orario dei docenti da 18 a 36 ore. E non solo. Presto il governo porterà all’attenzione del parlamento la riduzione della scuola superiore di un anno: da cinque a quattro. In alcuni istituti è già così, ma l’obiettivo è quello di superare la fase della sperimentazioni. Si prospettano tagli di centinaia di migliaia di posti tra prof, segretari e bidelli. Classi formate da 35-40 studenti. Livello dell’istruzione da terzo mondo. E intanto le scuole private – molte delle quali fanno lavorare i docenti in nero e vendono i diplomi – riceveranno sempre più soldi. Una vergogna a cui nessuno osa mettere mano, men che meno il rivoluzionario di Firenze.

La linea è questa, il quadro abominevole. Se tutto ciò fosse successo ai tempi della Gelmini, milioni di persone sarebbero giustamente scese in piazza a protestare, i giornalisti radical chic a strapparsi le vesti. Siccome le schifezze vuole farle il Pd assieme ad Alfano, Casini e Berlusconi, tutto tace. Venti anni di berlusconismo si fanno sentire: soprattutto tra gli ipocriti e gli inetti della cosiddetta sinistra.

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One comment

  1. quanto scritto nell’articolo mi sembra una cavolata…mediamente l’orario di una settimana di scuola è di 30 ore (5ore x 6 gg), quindi x fare mediamente 36 ore ogni insegnante dovrebbe letteralmente sdoppiarsi…a meno che non aumentiamo l’orario scolastico ad almeno 40-45 ore settimanali, con somma gioia degli studenti….oppure che non si considerano nell’orario di lavoro degli insegnanti il tempo per i vari collegi docenti, consigli di classe, consigli di istituto, ricevimento genitori, correzione compiti e così via…

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