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Barricarsi e fare ostaggi in Equitalia sarà presto una moda

Equitalia continua ad essere al centro della cronaca: gli italiani non ce la fanno più e hanno individuato nell’istituto di riscossione un nemico comune da abbattere il più presto possibile. Inutile girarci attorno, salvo alcuni rari casi, a ragione. E il caso di Romano di Lombardia, nel Bergamasco, dove un uomo oppresso dai debiti si è barricato nella sede di Equitalia facendo ostaggi non sarà un caso isolato. Tutto stava nel cominciare, presto il fenomeno emulazione la farà da padrone se tecnici, supertecnici e politici non metteranno immediatamente mano a questa situazione. Sì, perché per un cittadino che deve soldi ad Equitalia, c’è n’è sempre almeno un altro che avanza soldi da Equitalia. Ma lo Stato Italiano, si sa, è lesto a prendere ma molto lento a dare. Per farvi un esempio, riportiamo una lettere di un piccolo imprenditore pubblicata oggi da ‘Tzetze.it’.

Spettabile redazione,

Vi scrivo per rendervi partecipi del mio problema con equitalia-agenzia delle entrate (che tanto equa non è…) da ormai tre anni, sono l’amministratore di una piccola srl nel campo immobiliare,nel marzo del 2010 su consiglio del commercialista per riuscire a creare liquidità da poter pagare fornitori e prestazioni decidiamo di chiedere il rimborso IVA anno 2009 (per gli anni 2009-2008-2007-2006), pari a 200.000,00 euro.

Dopo la presentazione di fidejussione e relativa documentazione da parte della società a favore di Equitalia – agenzia delle entrate con relativi costi senza ottenere nessuna risposta in merito, trascorsi 12 mesi dalla prima data di presentazione della domanda ci arriva una lettera con cui ci richiedono il rinnovo della fidejussione, giustificando il fatto che nei 12 mesi trascorsi non era stato possibile eseguire il rimborso. Nel campo commerciale non funziona così però io (società) ti chiedo dei soldi che mi spettano di diritto tu (equitalia-agenzia delle entrate) mi chiedi una fidejussione a garanzia dei soldi che mi devi intanto che esegui le verifiche del caso,invece con questo modus operandi la società continua a erogare fidejussioni in cambio di niente con aggravio di costi spese indebitandosi senza poter far fronte agli impegni presi, tu equitalia-agenzia delle entrate non eroghi il dovuto, e non solo….

Dopo diversi appuntamenti con vari funzionari, ci spiegano che stanno eseguendo le verifiche su gli anni per i quali è stato chiesto il rimborso 2009 e per legge hanno tempo 5 anni per ogni hanno di rimborso chiesto per eseguire le verifiche prima di espletare il rimborso, per intenderci il rischio è di finire la pratica nel 2014 con eventuali spese e fidejussioni aggiuntive.

Arrivati a questo punto, con la consulenza del commercialista, decidiamo di inviare una lettera nella quale chiediamo visto la documentazione presentata , il tempo trascorso e le gravi difficoltà economiche che il ritardo del rimborso sta creando alla società, ad Equitalia e all’agenzia delle entrate di erogare il rimborso iva chiesto,con lo scopo quanto meno di portare alla luce di qualche funzionario la situazione che da diverso tempo stiamo affrontando.

La lettera è stata spedita l’8 marzo 2012, la prima pratica è stata presentata 3 anni fa, ad oggi nessuna risposta in merito (la preoccupazione è che si inventino qualche accertamento fiscale per poter diminuire la cifra dovuta,non sarebbe la prima volta).

Conclusioni: Visto la crisi economica del settore, Visto il continuo aggravio di spese, interessi, tasse, Vista la mancanza di certezze per fronteggiare gli impegni presi, la mancanza del rimborso di cui vi ho raccontato credo che ci porterà a mio malgrado ben presto a dover chiudere l’attività.

Lettera firmata

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