Pescara del Tronto, terremotato non vuole lasciare il suo paese: per la Procura ostacola la Protezione civile, arrestato

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Davvero incredibile quanto accaduto a Pescara del Tronto dove un uomo di 58 anni è stato arrestato perché non voleva lasciare la sua casa, ostacolando le funzioni operative della Protezione civile. Come tutti sappiamo, Pescara del Tronto è una delle località distrutte dal terremoto e dove ormai da diverse settimane gli uomini della Protezione civile stanno lavorando per tentare di riportare la situazione alla normalità o quasi. Ebbene Enzo Rendina di 58 anni, molto legato alla sua terra, non ha voluto assolutamente abbandonare la sua città e ci è rimasto fino alla mattina del 30 ottobre, ovvero quando la terra ha tremato tanto da convincerlo a lasciarle, ma Enzo si è in effetti spostato soltanto di pochi chilometri ovvero nella tendopoli i Borgo d’Arquata dopo che il sindaco Aleandro Petrucci aveva ordinato l’evacuazione di tutte le abitazioni, ridotte a macerie purtroppo.

Aveva tentato di convincere Enzo, anche Vasco Errani ovvero il commissario per la ricostruzione che lo scorso 29 settembre aveva parlato con il signor Rendina per tentare di convincerlo ad abbandonare. “Non rischi la vita, vada via” aveva detto Vasco Errani al Signor Enzo e lui pare gli abbia risposto “Io la vita l’ho rischiata quella notte, non certo oggi”. L’uomo è rimasto nella sua terra e nessuno ha potuto convincerlo del contrario, nemmeno il sindaco Aleandro Petrucci il quale lo scorso 28 dicembre gli aveva fatto notificare una diffida ad andarsene ma Rendina era rimasto lì, prima sotto una tenda della protezione civile e poi in una dei vigili del fuoco.”Credo che fra non molto mi verrà messa a disposizione una casa. Ma senza fretta, perché prima devo tranquillizzarmi; devo riprendermi da questi 70 giorni che ho vissuto praticamente come un cinghiale, lavandomi con l’acqua ghiacciata della montagna”, aveva detto Enzo all’Ansa.

Per la procura di Ascoli, però, quella sua presenza stava creando parecchie difficoltà e pare stesse interferendo nell’attività dei vigili del fuoco, almeno questo è quanto si legge nel mandato di arresto. “È un arresto assurdo, di un uomo che ha la sola colpa di essere innamorato della propria terra e che lì vuole vivere”, il commento del suo legale, Francesco Ciabattoni. L’uomo per questo motivo è stato arrestato e dopo due giorni nella mattinata di ieri è comparso davanti al giudice del tribunale di Ascoli Piceno Marco Bartoli che ha convalidato l’arresto e disposto il processo per direttissima, rinviato al 20 marzo; l’uomo al momento è stato messo in libertà con la condizione di non potersi avvicinare al territorio di Arquata del Tronto ovvero il paese che non ha mai voluto lasciare. “Mi hanno messo le manette ma la cosa peggiore è stato vedere prendere il mio zaino dove ci sono i miei, pochi, effetti personali che sono riuscito a recuperare dopo il crollo di casa mia. Non volevo perderle perché è tutto quello che mi è rimasto”, ha raccontato l’uomo nella serata di ieri.

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