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Picco d’influenza: quasi due milioni gli italiani a letto, cosa fare?

Anche se è stato un inverno strano e in alcune regioni piuttosto mite, continua a crescere il numero di italiani contagiati dall’influenza, che ha raggiunto quota due milioni dall’inizio della stagione. A darne notizia è l’ultimo bollettino diffuso ieri da Influnet,la rete di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (Iss). «Probabilmente è stato raggiunto il picco stagionale», si legge nel report. Il livello di incidenza in Italia è pari a 5,45 casi per mille assistiti ed è comunque «inferiore a quello raggiunto in molte delle precedenti stagioni influenzali».

I più colpiti sono i bambini al di sotto dei quattordici anni, tra i quali il numero di casi è aumentato maggiormente. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 17,69 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 13,83. Il numero di casi stimati nell’ultima settimana è di circa 331mila, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 1.975.000 casi. Allerta sempre vigile per gli over 65, che insieme ai minori di 2 anni e alle donne incinte costituiscono sempre le categorie più a rischio.

Anche se le donne, dice la scienza, si ammalano di meno. Le regioni più colpite dall’influenza sono le Marche e la Campania, mentre alcune regioni sono state toccate solo in minima parte: gli abitanti per esempio di Bolzano,Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sicilia e Calabria possono ritenersi fortunati perché sono letteralmente scampati ai malanni di stagione. Proprio per l’inverno piuttosto mite di quest’anno non bisogna abbassare la guardia. Anzi c’è chi parla di un possibile picco a fine mese e che la sorveglianza influenzale andrà avanti fino a marzo-aprile.

Per quel che riguarda invece la situazione nel mondo sulla diffusione del virus dell’influenza, l’Iss ha reso noto che si sta registrando un aumento dell’attività influenzale nelle regioni temperate dell’Asia settentrionale, nell’Europa settentrionale e orientale, ed anche in nord America. Molto alti sono inoltre i livelli di attività influenzale rilevati in alcuni paesi dell’Asia occidentale.

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