Playstation 4 nelle case dei terroristi di Parigi: Usate per coordinarsi senza essere intercettati

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I terroristi dell’ISIS si sarebbero serviti di console Playstation 4 per coordinarsi durante gli attentati di Parigi, secondo il ministro degli interni del Belgio Jambon.

Le comunicazioni tra gli utenti della console giochi sono quasi impossibili da monitorare, un dato che rende la ps 4 Sony il modo migliore per ordire atrocità e delitti.

Jambon ha dichiarato: “La cosa che non mi fa dormire la notte è pensare ad un ragazzo dietro alla sua Playstation in cerca di messaggi provenienti dallo Stato Islamico e da altri predicatori d’odio. La Playstation 4 è meno tracciabile perfino di Whatsapp.”

La Playstation 4 infatti consente di tenere i rapporti fra gli utenti registrati al network che possono comunicare via chat o perfino mentre giocano a calcio, assicurandosi di non essere intercettati. Per quanto possa sembrare paradossale, proprio attraverso un gioco i terroristi dell’ISIS potrebbero scambiarsi messaggi criptati indecifrabili: ad esempio, sparando contro un muro a Call of Duty o utilizzando un alfabeto convenzionato.

Secondo alcuni documenti trapelati dalla National Security Agency, sembra che la CIA tema un utilizzo a fini criminali di MMPORG come World of Warcraft o di altri giochi come Second Live, in quanto in queste piattaforme non esisterebbe alcun controllo e i terroristi sarebbero liberi di ordire i loro piani.
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Attualmente non esiste la certezza che la console di gioco Playstation 4 sia stata adoperata negli attentati di Parigi, ma secondo quanto riportato dall’Internation Business Times, una console Sony è stata trovata in tutte le case dei sospettati coinvolti nell’attacco alla capitale francese. A meno che i videogiochi non vadano particolarmente di moda fra i terroristi, l’ipotesi più plausibile resta quello dell’utilizzo della PS come mezzo di comunicazione segreto.

Intanto, è di qualche minuto fa la notizia che la Francia ha assestato un attacco contro Raqqa, la città sotto il controllo dell’ISIS. Sembra che nei raid aerei siano state lanciate 20 bombe, che hanno colpito i principali centri del potere dello stato islamico: basi, fortezze, fabbriche di munizioni, caserme di addestramento.
Secondo quanto dichiarato dalle fonti anti-isis di Raqqa – gli ultimi nuclei di resistenza alla violenza degli estremisti – almeno 20 obiettivi nevralgici sono stati colpiti. Le stesse fonti riportano che nei raid aerei non sono stati feriti civili.

Gli aerei sono partiti da basi negli Emirati Arabi Uniti e in Giordania. Si tratta di una controffensiva di enorme portata, pianificata dalla Francia a distanza di poco più di una giornata dai terribili attentati: un segnale forte da parte di Hollande, che vuol dimostrare all’organizzazione terroristica di non avere paura.
Ma paura, e questo è ormai risaputo, non hanno nemmeno i Jihadisti, disposti a farsi saltare per aria per la propria interpretazione del Corano.

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