Pompei torna rock: David Gilmour suonerà il 7 e l’8 luglio. Franceschini dà l’ok su Twitter

Gli ingredienti perché passi alla storia come uno degli eventi più importanti del 2016 ci sono tutti. In ambito musicale naturalmente. E più in generale per quanto riguarda la cultura di un Paese che vanta il patrimonio artistico più ricco del mondo, ma non sempre lo mette in risalto. David Gilmour, storico chitarrista e cantante dei Pink Floyd, tornerà a suonare nell’anfiteatro romano di Pompei, a 45 anni dall’esibizione della leggendaria band britannica. Allora, nell’autunno 1971, si trattava di uno dei tanti geniali esperimenti artistici del gruppo, che suonò dal vivo, ma senza pubblico, per registrare nove canzoni finite poi nel film Pink Floyd: Live at Pompei. Ora si tratta invece di un concerto vero e proprio. Anzi di due concerti: giovedì 7 e venerdì 8 luglio Gilmour suonerà davanti ai fortunati spettatori che riusciranno ad assistere all’evento. Una sorpresa dell’artista, che ha appena compiuto 70 anni, ai suoi fan dopo i sold out delle altre due date già annunciate all’Arena di Verona per il 10 e 11 luglio.

Si parlava da qualche settimana di questo grande ritorno, e l’annuncio sarebbe dovuto arrivare nei prossimi giorni, per voce del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, in accordo con l’artista. Ma come spesso capita qualcuno ha pubblicato la notizia in anticipo ieri mattina, rischiando anche di far saltare tutto perché il management di Gilmour non ha per nulla gradito le anticipazioni. La conferma è però arrivata dallo stesso Franceschini, che ha scritto sul suo account Twitter: «Accordo raggiunto: dopo 45 anni David Gilmour tornerà a suonare a Pompei». Bocche cucite invece da parte dell’organizzatore dei due concerti, l’agenzia D’Alessandro e Galli, che già aveva realizzato lo show dei Rolling Stones al Circo Massimo nel 2014 e la prossima estate porterà a suonare a Pompei anche Elton John (12 luglio, biglietti in vendita da oggi). «È un progetto al quale stiamo lavorando da mesi, ma finché ogni aspetto dell’accordo non sarà chiuso non parlo», taglia corto D’Alessandro con un certo disappunto.

Quello che sembra certo al momento è che per vedere uno dei due concerti a Pompei bisognerà sborsare parecchi soldi, perché l’anfiteatro romano non ha una grande capienza, ma un artista del livello di Gilmour non suona certo gratis. Difficile dunque che il prezzo dei biglietti possa essere inferiore ai 250 euro. La capienza dell’anfiteatro inoltre è ancora da definire, ma si parla di circa 2.500 posti a sedere e in ogni caso non saranno venduti più di 3mila biglietti, ma sono ancora al lavoro i tecnici di Pompei e dei vari attori coinvolti, dal Ministero alla Soprintendenza,
per limare gli ultimi dettagli prima che i contratti siano firmati. L’unica altra cosa che al momento pare essere certa è che si tratterà di un investimento privato e nessun euro pubblico sarà speso per l’operazione, anzi è probabile che nelle casse della Soprintendenza di Pompei entrino parecchi soldi per l’utilizzo degli spazi, chepoipo- tranno essere reinvestitiperila- vori di restauro e messa in sicurezza di altre zone del sito archeologico.

Non si parla ancora di cifre e non è chiaro se si tratterà di un forfait o di una percentuale in rapporto al numero di spettatori, ma di certo uno spazio come quello dell’Anfiteatro romano di Pompei non sarà regalato. Anche se un evento di questa portata richiamerà attenzione da tutto il mondo, con un grande ritorno di immagine per il sito patrimonio
Unesco. Due concerti irripetibili insomma: per la storia del luogo, per l’importanza dell’artista e soprattutto per quello che significa questo nuovo incontro a 45 anni dal primo. Gilmour, in tour per presentare il suo album Rattle ThatLock, suonerà anche i grandi successi dei Pink Floyd, molti dei quali peraltro non erano ancora stati composti: nel 1971 la band doveva ancora pubblicare The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, Animals e The Wall. Peccato solo che mancheranno gli altri due componenti del gruppo ancora in vita, Roger Waters e Nick Mason. Anche se il luogo sarebbe davvero la perfetta occasione per una breve reunion.

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