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Postino ruba 15 mila euro, sentenza shock del giudice: “Riassumere il dipendente perché licenziato troppo tardi”

Rubare sul lavoro si può?Che l’Italia sia un Paese talvolta davvero molto curioso, lo attesta la singolare vicenda accaduta all’impiegato delle Poste di Vasto che, con grande sorpresa di tutti, anche degli addetti ai lavori, nonostante la colpevolezza per aver rubato del denaro dalla cassaforte dell’ufficio, è stato clamorosamente reintegrato sul posto di lavoro dal giudice Ilaria Pozzo, che ha motivato la sua decisione in modo altrettanto singolare e perfino bizzarro. Un addetto di Vasto all’ufficio delle Poste Italiane è stato condannato e quindi licenziato perché aveva sottratto 15mila euro dalla cassaforte della quale aveva le chiavi.

Lo ha deciso il giudice del Lavoro del tribunale di Chieti, che ha annullato il licenziamento disposto dall’azienda, ordinando il pagamento di un anno di stipendi arretrati, oltre che delle spese legali.

A tradirlo era stata un’intercettazione ambientale e telefonica: aveva catturato una conversazione privata in cui, sapendo di essere sospettato dai colleghi e sentendo sul collo il fiato degli inquirenti, valutava se fosse il caso di restituire il bottino: “Mi sa che mo’ glieli riporto…”. Il dipendente venne trasferito qualche mese dopo alle Poste di Chieti, salvo poi essere sospeso dopo poche settimane, mentre era sottoposto a misura cautelare disposta dal gip.

Infine con la sentenza di condanna penale in primo grado, il 22 agosto 2016, le Poste rompono gli indugi: a fine ottobre fanno scattare il licenziamento, subito impugnato dai legali del postino.

Passano un paio d’anni e, con i tempi della Giustizia, arriva anche la sentenza penale: colpevole di appropriazione indebita. L’attesa “della sentenza di condanna“, quindi, “non si giustifica: la contestazione formale è irrimediabilmente tardiva“. Ma contro la sospensione i suoi legali presentano appello e ottenendo il reintegro. E commenta tutto contento al quotidiano Zonalocale: “Sono contento di poter ricominciare a lavorare. Sto rivedendo la luce e, con me, la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto”. Basta pensare alla difficoltà di cercare testimoni su fatti vecchi un quinquennio. Ma non l’hanno fatto, e dopo il danno ecco la beffa.

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One comment

  1. E’ bello vedere che un criminale non solo non si fa un giorno di galera, ma viene RISARCITO e gli vengono pure pagati i mesi che NON HA LAVORATO perchè è UN LADRO.
    Questo giudice andrebbe radiato immediatamente, non solo non ha fatto bene il suo lavoro ma con questa pericolosa sentenza apre la strada ad un mare di delinquenza.
    W l’italia, che schifo.

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