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PrEP, ecco la pillola che previene l’Aids: Funziona oltre il 90% dei casi

Si torna a parlare di Aids e nello specifico oggi vogliamo parlarvi di una nuova terapia orale chiamata Prep, acronimo di Profilassi pre-esposizione. Si tratta, come abbiamo già anticipato, di una terapia orale che va somministrata a chi non ha l‘infezione da Hiv ma ha comportamenti sessuali ad alto rischio.La profilassi Pre-esposizione, chiamata Prep, è già utilizzata in diversi Paesi, compresa l’Italia anche se ad oggi non è ancora rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, come avviene in Francia; nello specifico sembra che proprio nelle ultime settimane, l’Aifa, ovvero l’Agenzia italiana che regola il farmaco, stia prendendo in considerazione l’idea della rimborsabilità per alcune categorie ritenute ad alto rischio, come gli uomini che fanno sesso con altri uomini, transgrender, tossicodipendenti e chi ha rapporti promiscui. Sono sempre di più le persone che hanno preso questa pillola, decidendo nel contempo di non utilizzare il preservativo, ma in realtà questa decisione è errata, visto che secondo quanto riferito da esperti e rappresentanti delle associazioni dei pazienti hanno tenuto a sottolineare come, questa deve rappresentare un’arma in più da utilizzare in modo da salvaguardare, soprattutto le persone più a rischio.

La Prep può essere utilizzata anche prima di un rapporto sessuale a rischio, ma ciò non significa che non debbano essere utilizzati altri metodi contraccettivi, ovvero il preservativo.In generale, invece, la profilassi pre-esposizione prevede la somministrazione di una compressa al giorno di due antivirali. Purtroppo, però, i costi al momento sembrano essere piuttosto elevati, e questo risulta essere un vero problema, visto che secondo quanto è emerso, la pillola sembra funzionare oltre il 90 per cento dei casi. “Il problema, però, diventa politico-sanitario quando si passa alla sua utilizzazione nella pratica”, ha affermato Massimo Galli, direttore della Clinica di malattie infettive all’Università di Milano, Ospedale Sacco. “Non c’è dubbio che da un punto di vista scientifico sia uno strumento di prevenzione utile ed efficace nelle persone a rischio. Il problema, però, diventa politico-sanitario quando si passa alla sua utilizzazione nella pratica”, precisa Massimo Galli direttore della Clinica di Malattie Infettive all’Università di Milano, Ospedale Sacco.

La pillola è acquistabile online, anche se non possono essere acquistate da tutti, ma esistono i buying group che le acquistano e poi su richiesta fanno arrivare i farmaci a destinazione di chi li richiede. Purtroppo, nonostante i metodi contraccettivi ed i tanti mezzi per poter prevenire l’Aids, nel mondo continua a crescere il numero di persone affette dal virus; non si arresta tra i giovani in Africa ne tanto meno tra le comunità gay.“Negli Stati Uniti è terribile quello che sta succedendo ai giovani gay sotto i 25 anni il numero delle infezioni è impressionante. Bisogna rivedere la strategia di controllo del virus e intervenire subito”, ha raccontato Linda Gail Bekker, presidente della Ias, ovvero l’International Aids Society.

Uno studio statunitense ha mostrato che i giovani maschi gay e bisessuali, un gruppo ad elevato rischio di contrarre l’HIV, possono riuscire ad aderire bene alla profilassi preesposizione (PrEP), ma è fondamentale che ricevano un sostegno adeguato.
La PrEP a base di Truvada può proteggere dall’infezione da HIV, a patto che chi l’assume aderisca correttamente al trattamento: quando la PrEP è assunta come da prescrizione, le infezioni sono rare. L’impiego del Truvada come farmaco per la PrEP è approvato negli Stati Uniti dal 2012, e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è un’opzione che va offerta alle “persone a sostanziale rischio di infezione HIV”.

Alla Conferenza sono stati presentati i risultati di un piccolo studio condotto su 79 maschi gay e bisessuali di età compresa tra i 15 e i 17 anni. La composizione demografica dei partecipanti e il loro comportamento sessuale li rendevano un gruppo ad elevato rischio HIV. Erano per un terzo neri, per circa un altro terzo di etnia mista, e per il 21% ispanici; sessualmente attivi, riferivano di aver avuto rapporti in media con due partner sessuali nel mese precedente, e il 60% di loro aveva avuto un rapporto anale recettivo non protetto con l’ultimo partner. Circa un quinto di loro aveva ricevuto denaro in cambio di prestazioni sessuali, e il 15% al momento dell’inizio dello studio presentava un’infezione sessualmente trasmessa.

L’assunzione giornaliera di PrEP a base di Truvada si è mostrata sicura e ben tollerata.
Nessuno dei partecipanti ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali, e tutti hanno mantenuto una buona funzionalità renale. Nel corso dello studio, tre dei partecipanti hanno contratto l’HIV, con un tasso di incidenza di 6,41 casi ogni 100 anni-persone, un tasso tra i più elevati mai osservati in un programma PrEP. Una possibile spiegazione è che i partecipanti non abbiano assunto i farmaci regolarmente (problemi di aderenza).

All’inizio, i partecipanti potevano usufruire di un servizio di sostegno all’aderenza una volta al mese, e in questa prima fase l’assunzione dei farmaci era molto regolare e i livelli di farmaco nel sangue si mantenevano sufficientemente elevati da proteggere dall’infezione.
Ma sia l’aderenza che i livelli ematici di farmaco hanno iniziato a calare quando si è passati ad offrire questo servizio soltanto una volta ogni tre mesi.
I dati dello studio saranno presentati agli enti regolatori competenti negli Stati Uniti a sostegno della proposta di offerta della PrEP a individui di età inferiore ai 18 anni.

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