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Primo trapianto di testa effettuato su una scimmia, nel 2017 si tenterà sull’uomo: a eseguirlo un neurochirurgo italiano

Il primo trapianto di testa su una scimmia è stato effettuato da un neurochirurgo italiano di nome Sergio Canavero e, per essere più precisi, avrebbe avuto luogo nella clinica universitaria di Harbin, in Cina.

Ad aiutare il dottore Sergio Canavero, una equipe di ricercatori dell’Università sopra citata i quali nello specifico, sono eccezionalmente riusciti a collegare con successo i vasi sanguigni senza però intervenire sul midollo spinale. Un intervento unico al quale, secondo quanto dichiarato dallo stesso Sergio Canavero, l’animale sarebbe riuscito a sopravvivere senza alcun danno neurologico e, ha affermato il dottore, sarebbe riuscito a sopravvivere per le 20 ore successive all’intervento fino a quando gli stessi medici, hanno deciso di sopprimerlo per evitargli inutili sofferenze.

Il dottore Canavero si è espresso sull’argomento sostenendo che, nel giro di due anni, questo delicatissimo ma allo stesso tempo straordinario intervento, potrebbe anche essere effettuato su un essere umano sostenendo nello specifico “Direi che abbiamo molti dati su cui basarci. E’ importante che la gente smetta di pensare che sia impossibile perchè è assolutamente possibile, ci stiamo lavorando”. Tali dichiarazioni però hanno scosso il mondo medico e molti sono arrivati a contrastare le parole del medico il quale avrebbe risposto affermando “Fantascienza è soltanto l’incompetenza di chi parla senza conoscere la materia. Sfido chiunque a invitarmi a discuterne alla presenza dei giornalisti” e a coloro i quali sostengono che si tratta di una pratica illegale il nerochirurgo italiano ha risposto “Lo è trapiantare un cervello ma questo è un trapianto di corpo, una donazione multiorgano. Non è quindi vero che si tratta di una pratica illegali”.

Il primo uomo che dovrebbe sottoporsi a tale intervento, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe essere nello specifico un russo di nome Valery Spiridonov affetto da una rara malattia genetica. Il problema però sta nel fatto che tale intervento non potrà essere effettuato in Cina motivo per il quale, l’unica soluzione per poter fare in modo che tale operazione venga effettuata sull’uomo sarà dunque quella di operare in Russia o in Paesi europei. In seguito all’intervento, secondo le prime notizie, sembrerebbe che l’uomo rimarrà in coma per diverse settimane e proprio nel corso di tutti questi giorni si cercherà di evitare possibili crisi di rigetto che potrebbero risultare fatali.

Canavero avrebbe nello specifico affermato “Adesso abbiamo terminato gli esperimenti sugli animali. Confermo che in Cina l’intervento sarà realizzato nel 2017. Abbiamo già cominciato gli studi umani sui cadaveri. Ma in parallelo alla Cina, vogliamo realizzare un intervento anche in Russia, abbiamo già l’ospedale che ospiterebbe l’operazione, ma ci mancano i soldi”. Il celebre neurochirurgo italiano ha poi concluso affermando “Abbiamo chiesto finanziamenti a diversi milionari, a partire dal creatore di Facebook Mark Zuckerberg che sta già dando molti soldi alla ricerca per l’estensione della vita. Anche il Vietnam si è proposto per ospitare i prossimi interventi”.

A sottoporsi al primo trapianto di testa su un essere umano dovrebbe essere il russo ValerySpiridonov, affetto da una rara malattia genetica. Canavero ha spiegato che l’intervento non può essere realizzato in Cina per ragioni “etiche e biologiche” e l’unica chance sarebbe quella di operare in Russia o in Paesi europei. “Dove però non ci sarebbe volontà politica di procedere”, ha concluso il neurochirurgo

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