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Processo Eternit: 16 anni agli ex vertici

Si è concluso con una sentenza di condanna a 16 anni di reclusione dei due ex dirigenti dell’Eternit, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny (64 anni) e il nobile belga Louis Carthier (90 anni), accusati di disastro ambientale doloso ed omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche.

I due manager sono stati dichiarati colpevoli per lo stabilimento di Casale Monferrato (Torino) e Cavagnolo (Alessandria), mentre il reato si è prescritto per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Emilia Romagna). Grande soddisfazione in aula al momento della lettura della sentenza, per un processo che farà storia. La Corte ha stabilito per ogni familiare di vittima dell’amianto un risarcimento di 30mila euro e 15milioni di euro all’Inail.

Sono trascorsi 20 anni dalla legge 257/92 che mise al bando la fibra di amianto 
nel nostro Paese, e secondo le stime del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e 
dell’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), sono ancora 32 milioni di tonnellate presenti sul 
territorio nazionale. Cinquecento chili per abitante.

L’amianto è causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio, come il cancro ai polmoni, il mesotelioma maligno della pleura e l’asbestosi. Tali malattie insorgono a distanza di molto tempo dall’inizio dell’esposizione (20 anni o più), di conseguenza gli effetti delle esposizioni avvenute nel passato continuano a manifestarsi ancora oggi. L’ISPESL stima che l’amianto provochi circa 4.000 decessi all’anno.

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