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Processo Priebke, la beffa: perde la causa ma Equitalia chiede i soldi agli ebrei

(FILES) This file picture taken on JulyErich Priebke, ex capitano delle SS, ha perso una causa intentata nel 1996 nei confronti del giornalista Valter Vecellio e Riccardo Pacifici, capo della Comunità ebraica di Roma. Una vicenda assurda e paradossale, quasi tragicomica se non fosse vera, ma procediamo con ordine. Vecellio in un articolo del ’96 definì Priebke “il boia delle Fosse Ardeatine”. L’ex SS si risentì per quell’appellativo. Come si fa a definire boia un uomo responsabile del massacro di 335 italiani civili e militari? Ecco quindi che Priebke decise di fare causa a Vecellio e Pacifici per ingiurie e sequestro di persona.

In seguito al processo i due accusati furono giudicati innocenti nei tre gradi di giudizio previsti dalla legge. Di conseguenza le spese processuali sarebbero dovute ricadere sulle spalle di chi ha intentato la causa, Priebke appunto. Ma l’ex capitano risulta indigente e si è quindi rifiutato di pagare le spese. Da sottolineare che Priebke, condannato all’ergastolo, vive nella casa del suo avvocato per l’avanzata età (ha quasi 100 anni). Morale della favola chi paga le spese? Coloro che hanno vinto la causa, vale a dire Pacifici e Vecellio.

I due, increduli, infatti hanno ricevuto una cartella esattoriale di Equitalia, che chiede di pagare le spese processuali poichè  Priebke risulta nullatenente. Basito il giornalista Rai: “Non sono così pezzente da negare 300 euro allo Stato bisognoso. La legge prevede che la notifica della sentenza sia a carico del soccombente, se questo non paga delle parti. Ma è offensivo che sia applicata in questo caso. Un nazista che non ha nulla da perdere querela chi gli pare. E pensare che ci siamo pagati gli avvocati e non abbiamo chiesto una lira di risarcimento, avrei avuto problemi ad accettare soldi da tale personaggio. Ero soltanto uno dei giornalisti che seguiva l’udienza, non a caso l’unico chiaramente ebreo. Dice di essersi offeso perché l’ho definito boia”.

Lo stesso Vecellio non si ferma qui, e ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: “Un signore che non ha nulla da perdere, querela chi gli pare. Poi perde la causa ed è condannato a risarcire le spese, ma non lo fa, perché risulta nullatenente. Lo Stato allora chiede che le spese siano pagate da chi è stato tirato in ballo e di nulla è responsabile. E’ giusto che due cittadini di questa Repubblica, denunciati da un ex ufficiale nazista per reati che tre gradi di giudizio ritengono non sussistere, debbano pagare le spese per processi che non hanno intentato ma hanno subito, perché lo Stato italiano non sa, non vuole, non può farsele pagare da chi è stato condannato?”.

Incredulo anche Pacifici, che passa al contrattacco: “Devo difendere Equitalia. Non ha alcuna colpa, è solamente un agente di riscossione che esegue un ordine. Il problema è malato a monte. Dobbiamo anche ricordare che il nullatenente è stato qualche volta anche un piccolo benestante avendo querelato altri giornalisti per diffamazione. Alcune volte quelle cause le ha vinte e i soldi li ha incassati, altre volte le ha perse e non ha mai pagato nessuno. È come fare una partita a poker in cui si gioca sullo stesso piatto e c’è un giocatore che sa che può alzare la posta finché vuole perchè tanto non pagherà mai e un altro che è terrorizzato dall’idea di dire o fare qualche cosa”.

 

Foto Getty Images – Tutti i diritti riservati

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