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Processo Ruby, la Boccassini inchioda Berlusconi: “Sapeva che la ragazza era minorenne. I testimoni mentivano”

ITALY-POLITICS-SEX-TRIAL-BERLUSCONIIl procuratore aggiunto Ilda Boccassini nella sua requisitoria del processo Ruby, che si concluderà oggi con la richiesta di condanna di Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, non ha usato mezzi termini nei confronti dell’ex premier. “Non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse– ha detto il pm- in quanto otteneva da Berlusconi quello che le serviva per vivere in cambio delle serate ad Arcore. Possiamo credere che una persona che ha dedicato la sua vita e il suo credo a Berlusconi come Emilio Fede, non gli abbia detto che Ruby era minorenne?”. Secondo la Boccassini quindi Ruby, nonostante gli impedimenti della famiglia composta da incalliti lavoratori, sfruttava il suo corpo avvenente per ottenere regali, denaro e favori da Berlusconi. La stessa e identica cosa veniva fatta dalle altre giovani ragazze, alla ricerca del “sogno negativo italiano”.

Ma la Boccassini non si ferma qui e mette all’angolo altre due persone accusate di falsa testimonianza: la showgirl Miriam Loddo e Valentino Valentini, ex consigliere delle relazioni estere di Berlusconi. Sarebbe esistito dunque un vero e proprio giro di prostituzione organizzato e controllato da Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede. Inoltre il pm accusa il Cavaliere di aver esercitato pressioni, sfruttando la sua carica di premier, affinchè Ruby venisse rilasciata dalla polizia dopo un arresto nel maggio 2010. La Boccassini sottolinea come Berlusconi sia finito nelle ragnatele di quella giustizia tessute proprio dal suo stesso governo per combattere la prostituzione minorile: “Prima di entrare nel merito delle imputazioni ascritte a Berlusconi- ha detto Ilda Boccassini- volevo ribadire l’importanza della tutela del minore al punto che sono intervenute due leggi importanti, una nel febbraio 2006, la numero 38, e l’altra nel marzo del 2008, volute dal governo Berlusconi”.

Per difendersi Berlusconi ha parlato, o meglio si è autoassolto, nel corso dello speciale “La guerra dei 20 anni. Ruby ultimo atto” su Canale 5 (e dove altrimenti?). Il Cavalieri dice di essersi commosso sentendo la storia della ragazza, che aveva raccontato di avere 24 anni e di essere parente di Mubarak. Il suo aiuto era quindi assolutamente disinteressato per la giovane. La stessa Karima El Maroud, in arte Ruby Rubacuori, dichiara di non essersi mai prostituita, anzi ribadisce che la prostituzione è contro i suoi principi. Non era evidentemente contro i suoi principi prendere 57mila euro da Berlusconi spesi, come lei dice, non per aprire un centro estetico ma per vivere decentemente per più di un anno.

 

 

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