Prodi si schiera: “Ho il dovere di rendere pubblico il mio Sì”

Lo dice, attraverso una nota, l’ex presidente del Consiglio e fondatore dell’Ulivo Romano Prodi. Un SI’ che evoca una riforma della legge elettorale diversa dall’Italicum di oggi, un Sì per scongiurare possibili contraccolpi “sull’esterno”. Non si capisce quali, conseguenze sull’esterno, visto l’andamento odierno delle Borse, ma andiamo avanti. Resta sulla sua posizione Massimo D’Alemache da Catania attacca: “Renzi dice che se vince il No, vince la casta?” Prodi per spiegare la sua discesa in campo per il Sì ricorda le parole della madre, “nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone”, insomma, turiamoci il naso e votiamo Sì.

Il Parlamento avrà un anno per fare le leggi elettorali ed il governo si potrà concentrar sui problemi sociali che ci sono; con il Sì, invece, l’interrogativo del giorno dopo sarà: quando si vota? Un Sì modesto, insomma. Questo era l’Ulivo. La mia vicenda politica si è identificata nel tentativo di dare a questo paese una democrazia finalmente efficiente e governante: questo è il modello maggioritario e tendenzialmente bipolare che le forze riformiste hanno con me condiviso e sostenuto. Non mancano le critiche alle riforme proposte dal governo Renzi, ma in sostanza il fondatore dell’Ulivo ha sentito il dovere di spiegare i motivi che lo hanno portato alla decisione di votare sì al Referendum.

GRAZIANO DELRIO --- 30/11/2016 - ILSOLE24ORE - QUOTIDIANO - 45 (manchette)

Nella nota, Prodi ha anche spiegato come mai fino a questo momento non aveva reso note le sue intenzioni: “Profonde sono le ragioni che mi hanno fino ad ora consigliato di non rendere esplicito il mio voto sul referendum”. Questa scelta, ha concluso, “mi ha di conseguenza coerentemente tenuto lontano dal prendere posizione in un dibattito che ha, fin dall’inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo”. Il confronto sul referendum “e’ diventato una rissa sulla stabilita’, inutilmente messa in gioco da un’improvvida sfida“. C’e’ chi ha voluto ignorare e persino negare quella storia, come se le cose cominciassero sempre da capo, con una leadership esclusiva, solitaria ed escludente.

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