Professoressa scrisse lettera per denunciare i tagli all’istruzione, oggi impiegata al Miur

Dalla lettera di protesta da professoressa al suo assorbimento tra le poltrone del Miur

Famosa fu la lettera che Mila Spicola, professoressa presso una scuola media di Palermo, scrisse all’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, per denunciare con amara rabbia il taglio di ben 8 miliardi di euro che il governo operò nei confronti della pubblica istruzione.

Lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo di persona“.

Così esordiva nella sua lunga lettera di denuncia la professoressa nonché segretaria regionale del PD, contro le scelte scellerate del governo Berlusconi, che toglieva all’istruzione per dare al settore bellico.

Ma dalla protesta all’assorbimento il passo è breve. Adesso sotto il governo di Matteo Renzi, che di tagli, menomazioni e umiliazioni al sistema scolastico non è secondo a nessuno, Mila Spicola passa ad avere un ruolo di rilievo fra i ranghi del Miur.

Vorremmo tutti noi sapere quale sia adesso il pensiero della Spicola riguardo le nuove manovre “per una scuola migliore”, sotto la guida del suo PD, dalla sua poltrona.

Anzi le dico di più se posso: se ne vergogni“. Questo era il saluto conclusivo nella sua lettera a Tremonti.

Oppure che la scelta del segretario regionale sia quella di corrodere il male dall’interno?

Ma stia ben attenta, come scriveva De Balaguer: “chi si oppone alla dittatura dall’interno è già complice”.

Davide Zito

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3 Comments

  1. Commento in ordine quanto da voi scritto sopra:

    1. Non ci sono tagli alla scuola in questo governo. Ci sono circa 7 miliardi investiti nella scuola. Si può dissentire nel merito, e su alcune cose concordo anche nella critica ad alcune parti della riforma, nel merito, ma il dato è che ci sono circa 7 miliardi investiti nella scuola, non dei tagli. Piaccia o non piaccia la Riforma.

    2. La notizia quale sarebbe? Che lavoro al Miur? Non mi ci ha messa il governo Renzi al Miur. Io non “entro in direttissima al Miur”. Io SONO dipendente dal Miur. Di fatto, come docente, COME TUTTI I DOCENTI, e in seguito a concorso. Sono distaccata momentaneamente a funzioni amministrative, come tanti docenti, e con la stessa busta paga. Ripeto: come tanti docenti. Posto che, se anche guadagnassi di più sarebbe persino comprensibile, ma non come privilegio, bensì come dipendente della mia amministrazione e in base al lavoro svolto. Cosa che mi auguro accada non solo per un lavoro amministrativo, ma per il lavoro di docente: che ci venisse pagato un po’ di più. A tutti. Almeno approfondite le notizie, se di notizia parliamo. Perchè questa non lo è.

    3. La foto: mi avete chiamato, contattato, per chiedermi il permesso di pubblicarla? O mi avete chiesto voi una mia foto, magari non questa, che è presa dalla rete e sicuramente non è accostabile a un articolo?

    4. “Corrodere il male dall’interno”?????????? Cioè? Io ero e sono dipendente del Miur. Sarebbe come chiedere a tutti i docenti italiani in dissenso con la riforma di allontanarsi dal Miur, cioè “dall’interno”.

    5. L’unica cosa da combattere è il qualunquismo. Sempre. Potevate contattarmi, approfondire, chiedere. Avete semplicemente pubblicato una cosa inesatta, non approfondita e con una foto a corredo che non avete il permesso di utilizzare. Bastava, ripeto, contattarmi, sentire la mia e poi regolarvi serenamente su cosa scrivere.

    6. Togliete pure il commento di sopra, non era diretto a voi.

  2. Nell’articolo non vi è alcun attacco alla condizione personale: “entrare per direttissima” non vuol dire accedere ad una carica tramite raccomandazione; “avere una poltrona” non significa guadagnare 10,000 euro al mese.
    Non vi è alcuna critica personale.
    Solo ci si chiedeva come si conciliassero i ruoli di contestatrice e di funzionaria interna: ‘Vorremmo tutti noi sapere quale sia adesso il pensiero della Spicola riguardo le nuove manovre “per una scuola migliore”, sotto la guida del suo PD, dalla sua nuova poltrona.’
    Lei lo ha fatto qui, le siamo grati.

    Davide

  3. in realtà ha solo ripetuto la solta solfa dei miliardi investiti , della legge non dice nulla anche perchè forse, non lavorando nelle scuole la cosa non la tocca …

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