Profughi picchiati e maltrattati, l’inchiesta sul caporalato tra le colline del Chianti: maxi blitz della polizia

Profughi picchiati e maltrattati, l'inchiesta sul caporalato tra le colline del Chianti maxi blitz della poliziaSono state decine le perquisizioni effettuate in Toscana nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Prato riguardo quello che è uno dei temi maggiormente dibattuti ovvero quello dello sfruttamento della manodopera clandestina e, per essere ancora più precisi quello che è l’impiego dei profughi.

Nello specifico ecco che, proprio grazie a tale inchiesta è stato possibile scoprire un giro di sfruttamento di richiedenti asilo, un sistema di caporalato che utilizzava proprio i profughi stranieri come manodopera sottopagata e allo stesso tempo dunque irregolare in quelle che sono le campagne del Chianti fiorentino, in aziende vinicole toscane. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che tali stranieri non solo siano stati costretti a lavorare per ore e ore, talvolta anche dodici ore al giorno, ricevendo 4 euro all’ora ma, cosa ancora più incredibile, in alcuni casi venivano costretti a lavorare in ciabatte anche nel mese di gennaio e addirittura, ancora in altre circostanze, venivano anche maltrattati in alcune occasioni addirittura con punizioni corporali.

Tre commercialisti e consulenti di lavoro di Prato sono finiti nei guai per aver compilato contratti di lavoro con false credenziali, il tutto per poter assumere i lavoratori proprio all’interno di false ditte. A capo dell’associazione a delinquere vi era Tarik Sikander il quale, insieme alla moglie sceglieva i lavoratori che poi venivano fintamente assunti. In seguito a tale inchiesta, a seguito della quale sono state dodici le persone finite nei guai e attualmente indagate per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento di lavoratori stranieri irregolari, si è sollevata una vera e propria polemica e sono stati in molti a commentare, tra questi anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni il quale ha nello specifico dichiarato “L’operazione di oggi dimostra due facce della stessa medaglia: da un lato c’è il tessuto sano della nostra città, che si riflette nel magistrale lavoro svolto dalla Procura e dalle forze dell’ordine, ma anche nella reazione pronta e severa del sistema di accoglienza profughi. Quando gli operatori che gestiscono l’accoglienza in Santa Caterina hanno avuto le prime avvisaglie del fenomeno hanno subito incoraggiato le denunce e si sono messi a disposizione della Procura che, con un intervento puntuale è riuscita a troncare un giro di sfruttamento e caporalato” proseguendo poi che, dall’altra parte della medaglia, invece vi sono i cittadini pakistani che, senza alcuno scrupolo, sfruttano tutte quelle persone che si trovano in uno stato di debolezza.

Biffoni ha fatto anche riferimento ad alcuniprofessionisti della nostra città coinvolti, tre consulenti del lavoro sospettati di aver falsificato documenti e buste paga per permettere agli sfruttatori di lucrare violando ogni regola e ogni diritto dei lavoratori’ sottolineando che proprio al fianco di questi pakistani che hanno creato il giro d’affari sfruttando la pelle di queste povere persone vi troviamo anche dei nostri connazionali e, ha precisato il sindaco ‘Questo è vergognoso e inaccettabile’. 

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