Quanto costa un selfie con Obama?

Per un selfie con Obama, Renzi svende l’Italia alle grandi multinazionali. Ecco il prezzo che i cittadini italiani pagano per avere un endorsement presidenziale alla riforma costituzionale Boschi-Verdini. A Obama non sembrava vero: ha trovato in Renzi il premier (non eletto) perfetto per imporre la sua linea politica su TTIP e ostilità verso la Russia. Durante il suo discorso  alla Casa Bianca ha dichiarato: “entrambi riaffermiamo il nostro forte appoggio al TTIP che aumenterà i posti di lavoro, le esportazioni, l’innovazione e la crescita in entrambi i lati dell’Atlantico”. È falso! Il TTIP è un imbroglio per cittadini e imprese e ve lo dimostriamo in cinque punti:

1) PERDITA POSTI LAVORO
Uno studio del CEPR  (Centro per la ricerca sulla politica economica) nel 2013 ha fatto i calcoli su quanti posti di lavoro si perderebbero con il TTIP: 1 milione e 300 mila. Ci sarebbe inoltre un calo del commercio all’interno dei Paesi europei del 30-40%.

2) INVASIONE PRODOTTI AMERICANI
Un rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti parla chiaro: con il Ttip il surplus commerciale europeo scenderebbe da 7,6 a 0,1 miliardi di euro. E infatti i prodotti americani che più beneficerebbero del TTIP – sempre secondo questo autorevole studio – sono la carne (+965%), il latte in polvere (+900%), il formaggio (+987%), ma soprattutto il pollo (+33.500%) e il maiale (+4.000%).

3) CIBO SPAZZATURA
L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di rimuovere tutte le barriere al commercio e azzerare i dazi di ingresso. In Italia e in tutti i Paesi europei entrerebbero, così, alimenti e prodotti altamente nocivi o le cui conseguenze sulla salute sono oggi sconosciute. Negli Stati Uniti non ci sono barriere a pesticidi, OGM e sostanze chimiche usate per disinfettare gli animali, come il cloro sul pollo.

4) DEMOCRAZIA IN PERICOLO
Le multinazionali vogliono piegare i governi ostili con l’arbitrato internazionale tra investitori e Stati che prevede: totale mancanza di trasparenza, assenza di criteri di selezione dei regolatori, vuoto di giurisprudenza sui meccanismi delle controversie e, soprattutto, massiccia cessione di sovranità a un ente terzo (sovranazionale). È uno scacco macco per la democrazia.

5) ATTACCO ALLE PMI
Il TTIP avvantaggia i Paesi del nord Europa, la cui economia si basa prevalentemente sui servizi, penalizzando soprattutto le PMI e chi ha forti eccellenze da tutelare. Con questo trattato si rischia di ridurre il flusso commerciale tra Stati europei del 30%. Per le PMI italiane, che commerciano principalmente con il resto d’Europa, sarà un massacro: non sono pronte oggi a riorientarsi verso il mercato americano.

Per fortuna la realtà è ben diversa da quella che Obama e Renzi auspicano: il TTIP è a un binario morto. La Commissione europea ha fatto trapelare la notizia che fino al voto in Germania non si muoverà foglia. L’ultimo round di negoziati che si è svolto a New York dal 3 al 7 ottobre è stato un fiasco totale. Francia e Germania sono sulle barricate e centinaia di migliaia di cittadini continuano a riempire le piazze europee in manifestazioni di protesta contro l’approvazione. Il Movimento 5 Stelle denuncia il fallimento dei negoziati e chiede la loro immediata sospensione.

Il selfie di Obama a Renzi non è indolore. Serve per pungolare la Germania che lo ha scaricato sul TTIP e che vuole porre fine alle controproducenti sanzioni alla Russia. Renzi pensa di approfittare delle crepe nell’alleanza USA-Germania per fare campagna referendaria in Italia, dimenticando però che i cittadini sono avanti, pensano con la loro testa e non si lasciano imporre le decisioni.

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